Trailer ufficiale del film
22.06.2011
Il giudizio: sadomasochistico
Un film di David Cronenberg. Con Michael Fassbender, Keira Knightley, Viggo Mortensen, Vincent Cassel
Drammatico, durata 99 min - Gran Bretagna/Germania/Canada, 2011
Pare che le agenzie di scommesse abbiano quotato fin dal prefestival il film di Cronenberg come favorito numero uno per il Leone d’oro. Come avranno fatto senza aver visto né quello né gli altri film non è dato sapere. Ma è noto che ai bookmakers non piace esporsi senza ragione, e allora A dangerous Method è chiamato all’appello dopo una presentazione al festival che ha suscitato entusiasmi, ma anche qualche legittima riserva.
Al centro di una vicenda che parte inevitabilmente dalla clinica di Zurigo c’è Carl Gusthav Jung, uno tra gli svizzeri più eminenti del secolo passato, interpretato da Michael Fassbender nel suo controverso rapporto professionale con Sigmund Freud, che ha il volto dell’attore feticcio di Cronenberg Viggo Mortensen. Tra i due padri della psicanalisi si interpone una paziente e poi collega e amante di Jung, Sabina Spielrein, che ha le fattezze scheletriche di una Keira Knightley parecchio sopra le righe, tra smorfie, tic nervosi e spasmi facciali.
La donna mostra tendenze masochistiche e racconta al medico di aver provato fin dall’infanzia una forte eccitazione di fronte all’umiliazione. Ma è ben presto chiaro che possiede anche un grande intuito per l’interpretazione dei dati analitici. Jung finisce per intrattenere una relazione con lei, che il film ricostruisce fin nei dettagli morbosi delle sculacciate erotiche e delle cinghiate, mentre Freud mostra un crescente disagio di fronte agli avvenimenti, che alla fine sfocia in una vera e propria rottura tra i due studiosi.
Dal visionario Cronenberg si attendeva qualcosa di dirompente, di narrativamente e magari anche visivamente adeguato all’universo interiore scoperchiato da due giganti del pensiero novecentesco. Invece per restare allo stesso autore e a tema analogo, Spider con lo schizofrenico Ralph Fiennes dava l’impressione di essere un concetto cinematografico parecchio più evoluto. Qui, fatto salvo il talento degli interpreti, il biopic resta di impostazione abbastanza tradizionale e certo, la tensione narrativa è forte trattandosi di due figure gigantesche (tre con la sfaccettatissima Spielrein), però non si sfugge al film in costume.
22.06.2011