venerdì, 02 settembre 2011 ore 09:30 (UTC+1)

I Giochi di Colla

Dopo sette anni un film svizzero torna in laguna

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di Marco Zucchi

Molti hanno sottolineato il fatto che la Svizzera non era qui, nella selezione ufficiale della Mostra di Venezia, ormai da troppi anni. Sette: era il 2004, Marco Müller quell’anno selezionava uno dei migliori film realizzati nel nostro paese in anni recenti, Tout un hiver sans feu di Greg Zglinski. L’ennesimo esempio multiculturale di cinema svizzero delle contaminazioni, del melting pot. Ora tocca a Giochi d’estate di Rolando Colla (fuori concorso), creatura fortemente autobiografica di un regista svizzero (nato a Sciaffusa, risiede a Zurigo) ma anche italiano; vicenda ambientata in una pineta della Maremma toscana dove i protagonisti sono dei turisti, quindi per antonomasia persone che provengono da un altrove.

Colla (Le Monde à l’envers, Oltre il confine, Marameo) ha sottolineato più e più volte come dentro il film ci sia qualcosa di suo, di intimo. Passati i cinquant’anni, scomparso il padre, il regista ha voluto raccontare la vicenda di una famiglia in cui aleggia lo spettro della sopraffazione, della violenza. Alessia Barela e Antonio Merone interpretano la coppia con figli che sta al centro dell’azione. Stanno per lasciarsi, si capisce, ma malgrado la brutalità incontrollata di lui, lei ha deciso di provare quest’ultima disperata carta: una vacanza del possibile miracolo, la riconciliazione.

In tutto questo ad ergersi a protagonisti insieme ad uno strabiliante paesaggio toscano, ancestrale e animalesco, sono soprattutto i ragazzini. Che si radunano in gruppo, anzi in banda, come tutti quelli della loro età hanno fatto al mare da che esistono le vacanze. E tutti insieme scoprono giochi che servono a sondare quanto di può spingere in là la ragionevolezza. Nic, il figlio maggiore della coppia, sembra assorbire dal padre quella natura selvaggia che rischia di trascinarsi dietro in seguito, ma presenta anche gli elementi di ribellione tipici dell’età.

È una vicenda dura, senza picchi di tensione ma anche senza grandi speranze all’orizzonte, in cui c’è forse qualche limite di capacità di coinvolgimento della “pancia” dello spettatore, ma anche una certa capacità di raccontare e raccontarsi.
La delegazione presente alla proiezione veneziana, regista, attori, produttori, parenti, si è goduta l’onore del tappeto rosso e della sala grande, con applauso finale di qualche minuto da far tremare le vene ai polsi, come ci ha confermato un’emozionata Roberta Fossile, l’attrice ticinese presente nel cast, venuta al Lido con il sostegno morale della mamma. Il film è atteso ora anche al Toronto Film Festival, ottimo biglietto da visita che si aggiunge a quello veneziano, e poi sarà nelle sale ticinesi il 16 settembre, in quelle d’oltralpe intorno al 20 ottobre, in Svizzera francese e Francia ad inizio gennaio.