Il giudizio: bizzarro (Osella per la migliore sceneggiatura)
Un film di Yorgos Lanthimos. Con Aggeliki Papoulia, Ariane Labed
Drammatico, durata 93 min - Grecia, 2011
Sicuramente fin qui il film più piacevolmente assurdo dell’intera Mostra. Quattro strani individui, un‘infermiera, un paramedico, una giovane ginnasta ritmica e il suo allenatore hanno creato un servizio che dà conforto ai parenti di persone morte. In cosa consiste la pazza idea: sostituirsi in tutto e per tutto al defunto o alla defunta per rendere meno traumatico ai parenti il distacco definitivo. L’opera di immedesimazione però può prendere la mano, malgrado una ferrea autodisciplina di partenza, ed ecco che l’infermiera non vuole e non riesce più ad uscire dai ruoli interpretati.
I vertici di teatro dell’assurdo raggiunti da Alpis (che significa Alpi, il nome del gruppo, mentre i membri si chiamano Monte Bianco, Monte Rosa, Matterhorn, Finsterhorn, un po’ come i vari Mr Blue e Mr Brown in Le iene di Tarantino) ricordano l’apprezzato Attenberg, altro film greco quasi patafisico presentato (e premiato) lo scorso anno a Venezia.
Nella vicenda non val la pena di cercare una chiave realistica, sociologica, esistenziale. Quello che forse rappresenta il punto di forza è il grado di originalità con cui Yorghos Lanthimos, autore televisivo e regista teatrale, riesce a rendere vivo e vivido il concetto di bizzarria umana.