Niente frotte di fans preannunciate dai giornali
Vasco Rossi in un'immagine recente
Alla fine le folle preannunciate dai giornali non si sono presentate all'appello: troppo facile forse vedere Questa storia qua anche senza recarsi in Laguna. E poi come è noto il cantautore aveva annunciato la sua assenza per motivi di salute, quindi niente appuntamento epocale sul tappeto rosso da immortalare con gli smartphone.
In compenso la ricostruzione concentrata soprattutto sulle immagini amatoriali reperite a Zocca, tra amici, parenti, compagni d'avventura musicale, fidanzatine e baristi propone una visione dell'icona della vita spericolata davvero toccante, fuori dalle rotte scontate, in due o tre occasioni persino poetica.
I ventottenni Alessandro Paris e Sybille Righetti, figlia di uno degli amici di gioventù di Vasco Rossi, hanno lavorato ad un'operazione di ricostruzione iconografica che per fortuna prescinde da una scelta scontata basata su concerti ed esibizioni, per andare alla radice zocchiana del personaggio. Proprio la località emiliana sprigiona attraverso i superotto e i filmati vhs degli anni '60 e '70 tutta la sua forza di luogo estremo, isolato, provinciale al punto da poter creare mitologia grazie ad un ragazzetto che vede una ragazzetta e decide di scrivere qualcosa sulle mele, come dice la signora che ha visto crescere il piccolo Vasco, che poi non è altro che Alba Chiara. Niente di speciale, si dirà, quante volte si è spiegata l'origine di una canzone in un documentario musicale? Vero, ma vedere scorrere sullo schermo le vere immagini, ormai quasi antiche, sfuocate, rovinate dal tempo, tremolanti quel che basta, di una bimbetta paesana di Zocca persino un po' scialba, vestita col vestito da cerimonia religiosa, e toccare quasi con mano il fatto che un piccolo miracolo emozionante come una canzone celebre possa nascere in un contesto di assoluta normalità, è un fenomeno ammantato di una sua piccola-grande sacralità.
Senza metterla giù troppo dura, si è detto che il documentario è adatto a chi già conosce e apprezza il mito, meno agli altri. Dopo averlo visto vien da pensare esattamente il contrario. Non che ai fans del cantautore non possa interessare, anzi fornirà ulteriore materia ad una conoscenza approfondita del loro idolo. Merita invece di rivolgersi ad un pubblico semplicemente interessato al cinema - che qui percorre una sua onesta pagina di valorizzazione di tanti materiali della memoria - ma anche al fascino intrinseco di un grande personaggio bukowskiano, che esce con genuinità.