mercoledì, 07 settembre 2011 ore 23:00 (UTC+1)

4:44 Last Day On Earth

Il giudizio: rock millenaristico

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di Marco Zucchi

Un film di Abel Ferrara. Con Willem Dafoe, Shanyn Leigh, Paz de la Huerta, Natasha Lyonne
Fantascienza, durata 82 min - USA, 2011

La giovane e conturbante Shannyn Leigh è la fidanzata di Abel Ferrara, così ha detto lui in intervista. E allora si spiega come mai l'attrice americana non esattamente più espressiva ed ispirata dell'ultimo decennio sia riuscita ad avere il ruolo di protagonista in una vicenda a due, dove l'altro è un gigante come Willem Dafoe e dove la materia, di definitivo millenarismo, è quella della metabolizzazione psicologica della fine. Non una fine qualsiasi, la fine del mondo.

Tolta la tara della protagonista, l' "Armageddon nobilitato" proposto dal regista newyorkese resta in bilico tra nichilismo crepuscolare, immodestia filosofica e scoramento narrativo, proponendo il notturno peregrinare tra i sensi (sesso), le esperienze (droghe) e le aspettative (morte) che non si negano a nessun grande rocker della nostra epoca.

Un rocker cinematografico, buona definizione per l'autore di Il cattivo tenente, Fratelli, Mary eccetera. Uno che malgrado la sessantina ti sembra sempre lì lì per impugnare la chitarra e piantarti in faccia un riff allucinato. Solo che la sua chitarra si chiama macchina da presa ed ecco allora che per apprezzarlo ci vogliono spettatori disposti ad ascoltare un concerto quasi sempre in distorsione.

Francamente 4:44 (l'orario della fine del mondo) non sembra la sua opera più ispirata, semmai (Last Day on Earth) la più disperata. La cosa ha un ché di coerente per uno dei registi più autodistruttivi della contemporaneità.