Trailer ufficiale del film
08.07.2011
Il giudizio: alieno
Un film di Gian Alfonso Pacinotti. Con Gabriele Spinelli, Anna Bellato, Roberto Herlitzka, Teco Celio, Stefano Scherini
Fantascienza, durata 100 min - Italia, 2011
L'anticonformismo di includere un film italiano imprevisto, piccolo ed indipendente tra i tre del concorso è forse mitigato dal marchio Fandango che lo accompagna, come dire un habitué delle selezioni ai grandi festival. In realtà la validissima casa di produzione capeggiata da Domenico Procacci lavora con acume e sembra essersi assegnata un mandato culturale di grande valore, quello di promuovere le idee anziché i nomi.
L'idea qui, Procacci dixit, era quella di puntare maggiormente sul binomio cinema-fumetto, soprattutto dopo aver visto i lavori di Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi. All'alba dei quarantotto anni gli ha dato allora l'opportunità di esordire nel cinema che conta. E Gipi ha ripagato con un'opera che ha qualche difettuccio tipico dei film d'esordio, o forse semplicemente paga debito all'origine fumettara dell'autore, ma porta con sé anche tanta originalità, una sincerità narrativa evidente e quel gusto di fare cinema - anche di genere, anche di fantascienza - con pochi mezzi. Da sempre un elemento di enfatizzazione - il classico "di necessità virtù" - delle qualità artistiche.
L'ultimo terrestre è un omino brutto, smilzo, mediocre e nemmeno simpaticissimo. In sostanza un normale, uno di noi, uno di quelli che non aspirano ad emulare modelli di successo televisivi, ma che non avrebbero la possibilità di imitarli nemmeno se volessero. Ricorda certi personaggi di Sorrentino, introversi, ripiegati, in qualche misura mostruosi, e per questo umanissimi.
Nella sua vita ci sono una serie di relazioni interpersonali patologiche, con altri normali-mostri come i colleghi della sala bingo (esilarante il personaggio del ticinese Teco Celio, erotomane e sboccato), il padre autoconfinato in una cadente fattoria, la prostituta sfiorita che lo accoglie in un surreale postribolo-mobilificio. E poi c'è il classico fiorellino cresciuto sul cumulo di cacca, rappresentato dalla ragazza della porta accanto.
L'elemento di disturbo, o di sblocco di una vita non vissuta per autoproclamata non belligeranza del protagonista, è l'arrivo degli extraterrestri, alieni low budget gommatissimi e agghindati con costumi carnevaleschi, ma vividi e poetici protagonisti di un destino cosmico che va cambiando.
Un po' tirato per le lunghe, con qualche incertezza narrativa, ma a tratti divertente, ispirato, sognante.
08.07.2011