venerdì, 04 settembre 2009 ore 00:00 (UTC+1)

Scrittore per necessità

Dai romanzi popolari alla semiletteratura

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Epalinges, nei pressi di Losanna. Casa Simenon. Lo scrittore belga parla del proprio approdo alla scrittura: studia medicina quando viene a sapere della malattia del padre. La prospettiva di un’estinzione del sostegno finanziario, lo spinge a intraprendere la strada della scrittura di romanzi popolari. Un genere cui Simenon si dedica in modo prolifico, senza rinnegarlo a distanza di anni, ma riconoscendogli un ruolo propedeutico. A quell’esordio Simenon attribuisce il proprio periodo di gavetta. Una gavetta nel territorio dello scrivere, che lo forma nella costruzione dei personaggi, nella descrizione dell’ambiente e nell’architettura delle storie.

Dopo questo esordio nella letteratura popolare, Simenon decide di dedicarsi alla stesura di romanzi semiletterari: romanzi più complessi e più attenti agli aspetti letterari, ma ugualmente inclini a soddisfare le esigenze, le aspettative e il piacere dei lettori. Nascono così i Maigret. Simenon ne sforna 18, con grande successo di pubblico.

Dopo questo fuoco di fila, Simenon avverte improvvisamente di non avere necessariamente bisogno di un cadavere e di un commissario per scrivere un romanzo. Abbandona dunque il genere poliziesco e si rivolge alla stesura di romanzi e racconti di matrice esistenziale. Con grande stupore dello stesso Simenon, i libri riscuotono lo stesso successo. Passano 5 anni senza che Simenon scriva un Maigret. Il pubblico, l’editoria e la critica invocano un ritorno al giallo. È così che Simenon decide di alternare i Maigret (perlomeno 1 all’anno) ai non-Maigret.

La produzione dei non-Maigret, a conti fatti, è superiore a quella dei Maigret. Ma non è solo un fatto di numeri. Simenon, infatti, non si considera un autore di romanzi polizieschi. Gli stessi Maigret, dice Simenon, non sono dei polizieschi tout court. In essi, la storia conta poco, non c’è mistero, non c’è suspence. Tutta l’attenzione è rivolta ai personaggi. È questa la caratteristica fondamentale che l’autore belga riconosce a se stesso: mettere in scena dei personaggi veri e credibili, nella loro psicologia, nei loro tic, nella loro umanità.

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Scrittore per necessità

Panorama d'attualità, 19.01.1973 - a cura di Michele Fazioli, Lohengrin Filipello e Aldo Sofia