venerdì, 04 settembre 2009 ore 00:00 (UTC+1)

Cervi e Pagnani

I volti italiani dei coniugi Maigret

Leggi

Fra il 1964 ed il 1972, nell’epoca d’oro dei celebri “sceneggiati”, la RAI realizzò quattro serie di episodi dedicati alle Inchieste del commissario Maigret, che furono fra i programmi di maggior ascolto in assoluto di quei tempi (e furono, naturalmente, molto visti anche nella Svizzera Italiana). Ben sedici, in totale, i romanzi di Simenon da cui furono tratti gli adattamenti televisivi diretti da Mario Landi. Grande interprete del commissario, un attore già noto in teatro e al cinema che ottenne in quest’occasione la sua consacrazione: Gino Cervi.

Come leggiamo nell’Enciclopedia della Televisione (a cura di Aldo Grasso, edita da Garzanti), i sedici episodi “restano la miglior interpretazione televisiva di Gino Cervi, affiancato da un’altrettanto efficace Andreina Pagnani nei panni della premurosa moglie dell’investigatore parigino. Cervi si è totalmente immedesimato nel personaggio del commissario al punto che lo stesso Simenon ha riconosciuto che nessun attore prima di lui era stato in grado di interpretarlo con tanta efficacia e partecipazione. – E’ veramente il mio Maigret!

Qui potete vedere Gino Cervi in una sequenza tratta da L'ombra cinese (dal romanzo L'ombre chinoise ,1932), andata in onda il 6 marzo 1966. E una testimonianza eccezionale, scovata nei nostri archivi: Andreina Pagnani che racconta la sua signora Maigret.

Guarda

Cervi nei panni di Maigret

L'ombra cinese, 06.03.1966 -

La portinaia di un elegante palazzo residenziale telefona a Maigret per informarlo che è stato commesso un omicidio.
Si tratta del signor Couchet, ricco e famoso proprietario dei laboratori farmaceutici Rivière.
Il suo ufficio si trovava appunto all'interno del palazzo, e quella sera il signor Couchet vi si era trattenuto fino a tarda sera. La sua sagoma si poteva intravedere attraverso la finestra illuminata, che dava sul cortile interno del palazzo.
Alle otto di sera, la portinaia aveva visto la sua sagoma muoversi. Ma tre quarti d'ora più tardi, quella sagoma non si muoveva più. Quando è entrata per controllare, il corpo era ormai esanime.
Dalla cassaforte sono spariti 360 mila franchi.