venerdì, 04 settembre 2009 ore 00:00 (UTC+1)

Un anarchico pacifico

Affascinato dalla gente qualunque

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Fine anni Settanta. Georges Simenon è ricoverato in una clinica di Losanna. Da diversi anni non scrive più romanzi e racconti, ma si limita a dettare su nastri magnetici ricordi e riflessioni autobiografici.

A proposito della propria attività letteraria, ne sottolinea i caratteri fondamentali: il fatto che sia sempre stata una necessità (e mai un artificio), il fatto che sia sempre nata da un'immedesimazione totale con i personaggi e le atmosfere descritti, e il fatto che non sia mai stata influenzata dalla biografia (sono di fatto rare le tracce riferibili alla vita dolorosa dell'autore). Simenon definisce lo stato dello scrivere come un état second: uno stato altro rispetto alla realtà.



Quanto al suo stare nel mondo, Simenon si definisce un anarchico pacifico. Della società lo scrittore non condivide le istituzioni (come il matrimonio) né le regole (come il consumismo). Ama stare con la gente qualunque, osservare l'umanità e la psicologia delle pesone semplici, che vivono rimanendo sempre se stesse. Insofferente verso ogni tipo sfruttamento umano, dice di tornare sempre all'uomo della strada, il solo che gli garantisce autenticità e umanità.

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Dalla parte della gente comune

L'altra mattina, 02.05.1978 - a cura di Marco Horat