martedì, 08 settembre 2009 ore 17:51 (UTC+1)

Addio Mike

Omaggio all'uomo normale in modo eccezionale

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di Michele Fazioli


(foto Beatrice Jann)


(foto Beatrice Jann)

Erano i primi anni cinquanta quando nella nascente televisione italiana in bianco e nero, ricevuta anche in Ticino, sbarcava con la novità assoluta dei quiz, un giovanotto italoamericano dal ciuffo biondo, elegante e preciso, «così normale» (come scrisse Umberto Eco nella sua Fenomenologia di Mike Bongiorno), così medio senza strafare da rassomigliare all’italiano tipo, il quale poteva riconoscersi in lui e ammirarlo senza invidiarlo. Persino il nome lo aiutava, con quel Mike che evocava l’orchestra di Glenn Miller nel sogno americano del primo dopoguerra e quel Bongiorno squillante come un saluto latino.

Non guastava il fatto che da giovanissimo aveva fatto la Resistenza in Italia da cittadino USA, fu arrestato dalla Gestapo e mandato in campo di concentramento, salvato soltanto da uno scambio di prigionieri con gli americani. Ma lui era soprattutto un grande professionista, attento a tutti i dettagli, senza sbavature ma con un candore che lo rendeva presentabile dentro la scatola magica della TV. Certe sue gaffes (che lo umanizzavano) sono rimaste celebri: come quando, nel 1964, leggendo su un foglio il nome del Papa di allora, Paolo VI, esclamò: «Ma chi sarà mai questo signor Paolovi?». Oppure, rispondendo a un celebre fotografo subacqueo che gli aveva detto «so che lei, Mike, è un sub eccezionale»: «No, io sono un sub normale». Comunque sono passati i decenni e Mike Bongiorno ha condotto migliaia di ore di quiz, ha presentato undici festival di Sanremo e pochi mesi fa girava ancora spot in cravatta e mutande assieme al simpatico Fiorello.

Contribuì a rendere popolare e anzi nazionalpopolare la RAI, ed è stato detto che per l’unità culturale d’Italia Mike Bongiorno ha fatto molto più di Garibaldi. Fu poi uno dei primi a intuire che le reti private di un certo Silvio Berlusconi avrebbero fatto molta strada, diventando per decenni, assieme a Maurizio Costanzo, un’icona Mediaset. Mike Bongiorno non era un intellettuale (ma per presentare un quiz non è necessario esserlo, anzi), non ha mai avuto presunzioni di sviluppo artistico di carriera, non ha mai detto nulla che passasse alla storia ma ha detto molte cose che sono passate benissimo sullo schermo all’ora dell’intrattenimento puro, che è poi una delle missioni di ogni televisione.
Mike Bongiorno è riuscito a restare per oltre 50 anni sull’onda del successo televisivo – un unicum - perché ha saputo essere un uomo normale in modo eccezionale.

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Mike Bongiorno a Controluce

Controluce, 10.02.2008 - Il celebre presentatore italo-americano in vacanza nell'Engadina. Lo ha incontrato Michele Fazioli