Incontro con Franco Loi
Rete Due, 03.02.2010 - a cura di Franco Brevini
Il più grande poeta in milanese compie 80 anni
Franco Loi, il più grande poeta in milanese, nasce a Genova (il 21 gennaio 1930), con un cognome sardo. Nella Milano popolare del quartiere Casoretto arriva nel 1937. Prima della vocazione poetica, l’impegno politico. Ma accanto a Marx, legge il Vangelo e i classici russi. Lavora allo scalo merci, poi alla Rinascente, poi all’ufficio stampa Mondadori. Comincia a scrivere versi nel 1971, ascoltando d’estate il dialetto della città dov’era rimasto solo, addolorato da vicende personali e politiche. Dante Isella ne celebra la “violenza espressionistica”, avvicinandolo a Gadda, Tessa, Céline.
Nella sua opera poetica Franco Loi fa uso del dialetto meneghino, contaminandolo in vario modo, dando origine a un complesso espressionismo linguistico. Accanto al dialetto milanese della tradizione letteraria si trovano elementi del gergo proletario e sottoproletario, intrecciati con arcaismi, fiorentinismi e neologismi. Il risultato è un impasto linguistico di forte originalità espressiva, in cui emerge una fervida passione politica, ottemperata qua e là da una vena poetica edulcorante e salvifica.
In omaggio a Franco Loi, in questa pagina potete ascoltare l'incontro con il poeta curato da Franco Brevini nel giorno del suo anniversario, nonché rivedere tre interviste televisive. Nella prima, risalente al 1977, Loi viene interpellato quale esponente della poesia dialettale. Il dibattito (cui partecipano anche Zanzotto, Gibellini e Sanga) è moderato da Giovanni Orelli. Nella seconda (2002) Loi è ospite di Michele Fazioli, per un ritratto a tutto tondo, sulla vita e sulla scrittura. La terza intervista reca invece gli echi di un convegno pubblico svoltosi alla biblioteca cantonale di Lugano nel 2004.
Questo e altro, 22.11.1977 - Modera Giovanni Orelli. Intervengono Loi, Zanzotto, Gibellini e Sanga.
Rete Due, 03.02.2010 - a cura di Franco Brevini