Elvira Selerio, per 40 anni anima dell'omonima casa editrice palermitana
Elvira Sellerio ai festeggiamenti per l'ottantesimo compleanno di Andrea Camilleri
(foto www.vigata.org)
Schiva, modesta, ma anche caparbiamente orgogliosa del suo prodotto culturale, che ha seguito personalmente, fino all'ultima lettura, per oltre 40 anni. Elvira Sellerio, nata Giorgianni, ha lasciato in eredità all'editoria italiana un piccolo grande marchio fortemente connotato nella forma e nei contenuti, immediatamente riconoscibile per la raffinatezza del blu dominante delle sue collane.
Cosa sarebbe la nostra vita di lettori senza i volumetti blu? - si chiedeva la critica Mariarosa Mancuso all'indomani della morte dell'editrice, avvenuta a Palermo il 3 agosto 2010.
Elvira Sellerio ha saputo distinguersi nel panorama editoriale per la sua capacità di mantenere la qualità artigianale in un'attività imprenditoriale sempre più pressata dalla standardizzazione industriale. Leggeva tutto quanto passava in casa editrice - ricorda il critico e scrittore Paolo Di Stefano.
E grazie alla sua puntigliosa curiosità le sue collane hanno rivelato al pubblico e avviato alla notorietà autori come Gesualdo Bufalino, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri o Gianrico Carofiglio, ma anche piccoli testi di raro interesse per lettori ricercati e affezionati.
Un bel ritratto della signora dell'editoria italiana e delle sue collane lo offre la lunga intervista di Antonietta Meda, trasmessa nella rubrica radiofonica di Rete Due Onda viva nel gennaio 1993. Un incontro in cui la signora Sellerio racconta del suo rapporto con i libri, la lettura e gli autori, ma anche della passione per la scoperta del "dimenticato", dai testi ai monili.
Onda viva, 04.01.1993