venerdì, 10 settembre 2010 ore 10:32 (UTC+1)

Soyinka a Lugano e ... alla RSI

Scrittore nigeriano, premio Nobel 1986

Leggi

Invitato dalla rete internazionale di ricerca Cité des Cultures de la Paix e dalla Città di Lugano, Wole Soyinka tiene in questi giorni una serie di conferenze pubbliche sul tema "Immagina la pace". Gli appuntamenti, ideati dal Prof. Amy Colin (Presidente della Cité des Cultures de la Paix e della Foundation for the Cultures of Peace), si svolgono all'USI martedì 14 e martedì 28 settembre, e a Breganzona mercoledì 29 settembre

Scrittore nigeriano di lingua inglese, Soyinka nasce ad Abeokuta nel 1934. Di stirpe yoruba, laureato all'Università di Ibadan (Nigeria) poi a quella di Leeds (Inghilterra), segue i corsi di arte drammatica al Royal Court Theatre di Londra. Tornato in patria, si occupa di teatro e fonda due compagnie drammatiche: The Masks (1960) e Orisun Theatre (1964).
All'inizio della guerra del Biafra, un suo appello per la conciliazione gli vale due anni di prigionia (1967-69). Liberato alla fine della guerra, nel 1985 diventa presidente dell'Istituto internazionale del teatro dell'UNESCO e l'anno successivo riceve il premio Nobel per la letteratura.
Dopo il colpo di Stato di Abacha (1993), Soyinka denuncia più volte il regime golpista nigeriano, motivo per cui, nel 1994, le autorità del suo Paese gli ritirano il passaporto e poi il lasciapassare dell'ONU.
Poeta intimo e profondo, limpido e puro, sottilmente inquieto (Idanre and Other Poems, 1967; Poems from Prison, 1969; A Shuttle in the Crypt, 1972; Ogun Abibiman, 1977; Mandela's Earth and Other Poems, 1989); romanziere notevole per tecnica e psicologia (The Interpreters, 1965; Season of Anomy, 1973; Aké. The Years of Childhood, 1981); Soyinka è soprattutto drammaturgo.
Il suo teatro, ora potentemente drammatico, ora pervaso da un sottile umorismo o da un violento sarcasmo, si ricollega alla tradizione yoruba, per la sua capacità di fondere testo, musica e danza, realtà e mito. In uno stile solo apparentemente realistico, ma denso di significati simbolici e di elementi magici, Soyinka esprime sdegno, angoscia e rivolta per un mondo miserabile e corrotto, feroce e disperato, in cui dominano la stupidità e la bassezza dell'uomo.

La presenza di Soyinka a Lugano è per noi occasione di riproporre online le inteviste (audio e video) rilasciate dal Premio Nobel ai microfoni RSI.

Guarda

Scrivere per la democrazia

Serata Evento, 06.10.2010 - Intervista di Maurizio Canetta

Ascolta

Tra Shakespeare e la tradizione Yoruba

Laser, 20.09.2010 - Incontro con Wole Soyinka
a cura di Roberto Antonini