lunedì, 21 marzo 2011 ore 14:17 (UTC+1)

Vittorio Ghidella

L'ultimo incontro con l'ingegnere ed ex dirigente FIAT, scomparso a Lugano a 80 anni

In sintesi

  • L'infanzia a Vercelli
  • Da tecnico a manager
  • Dopo Torino la Svizzera

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Malato da tempo, si è spento a Lugano, dove risiedeva da oltre vent'anni, Vittorio Ghidella, che fu amministratore delegato della Fiat dal 1979 al 1988. Laureato in ingnegneria meccanica al Politecnico di Torino, Ghidella ha legato il suo nome al rilancio della casa torinese negli anni Ottanta, in particolare con il succeso della Fiat Uno, il modello di utilitaria che toccò punte di vendita di 40 mila esemplari al mese.
Come racconta nell'ultima intervista, ospite di Brigitte Schwarz nella rubrica "Laser", la carriera torinese si concluse a causa delle divergenze d'opinione riscontrate nella collaborazione con Cesare Romiti, che lo convinsero a lasciare la casa automobilistica degli Agnelli.
Trasferitosi a Lugano con la famiglia, l'ingegnere entrò in affari con il finanziere Tito Tettamanti, che affiancò nell'aquisto della Saurer. Lasciò quindi il settore industriale dopo la morte della figlia Amalia, vittima di un incidente automobilistico nel 1993 sull'autostrada A2 all'altezza di Quinto. Da allora si concentrò unicamente nel settore degli investimenti finanziari e della gestione aziendale tra Lugano e Milano.
Con la moglie aveva creato in memoria della figlia una fondazione per il sostegno delle attività culturali, in particolare musicali, di cui ha beneficiato anche l'Orchestra della Svizzera italiana.

L'autobiografia radiofonica in due puntate a cura di Brigitte Schwarz, andata in onda nell'ottobre 2010 sulla Rete Due, è riproposta nella sezione Ascolta.

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Incontro con Vittorio Ghidella, ingegnere e imprenditore (prima parte)

Laser, 20.10.2010 - Dall'infanzia di guerra a Vercelli alla carriera alla FIAT

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