giovedì, 28 gennaio 2010 ore 00:00 (UTC+1)

Neve, valanghe e altro

Un percorso tra arte e scienza

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di Claudia Quadri

Neve, l'argomento è di stagione - Segnalo a questo proposito il bel libro Turista della neve, scritto da Charlie English e edito da Donzelli. Qual è il luogo più nevoso al mondo? Chi è l’inventore dello sci moderno? Quali pittori hanno mostrato un interesse particolare per la neve? Come si costruisce un igloo? Questo libro racconta, insieme a tante curiosità anche la storia scientifica, artistica e sociale della neve.

Letteratura sulla neve - Tra i grandi nomi che si sono occupati in ambito scientifico di studiare la neve ci sono ad esempio Cartesio e Keplero, che nel 1611 ha scritto il trattato Strena seu de nive sexangula (Strenna o sulla neve esagonale). Ma il più grande appassionato di fiocchi di neve è forse Wilson Bentley – conosciuto come Snowflake Man, l’uomo fiocco di neve - che non era uno scienziato ma un agricoltore del Vermont. A lui si devono le prime fotografie dei fiocchi di neve ed è sua l’affermazione che al mondo non ne esistono due uguali. L’austriaco Mathias Zdarsky invece, ha rivolto un’attenzione soprattutto sportiva alla neve, e nel corso di anni di pratica solitaria ha sviluppato i primi modelli di sci da discesa ed ha scritto il primo manuale di sci alpino (Die alpine Lilienfelder Skifahrtechnick). Prima di lui, gli sciatori frenavano appoggiandosi sui bastoni come streghe sulla scopa e quasi nessuno era in grado di effettuare una curva su un pendio ripido. Sulla sua lapide Zdarsky viene ricordato come il Mosé della nuova religione.

Record di neve - La regione dei monti Cascade nello stato di Washington dove figurano i monti Paradise e Baker (e le loro stazioni sciistiche) si è aggiudicata il titolo di luogo più nevoso del mondo con un record di 29 metri raggiunti sul Mount Baker nel 1998.

Quadri di neve - In campo artistico, l’interesse per la neve sembra essere dipeso molto dal clima. Ad esempio, durante quel periodo molto freddo chiamato poi Piccola glaciazione (dal 1560 ca.), Bruegel ha dipinto diversi quadri sul tema – il più famoso è Cacciatori nella neve, del 1565. Il freddo intenso è tornato di nuovo dopo il 1775. Nel XIX. secolo sono ad esempio Caspar David Friedrich e William Turner a testimoniare nei loro quadri la forza e la furia della neve. Nel 1810, dopo un viaggio nelle Alpi, Turner ha dipinto La caduta di una valanga nel Canton Grigioni. Grandi maestri nella rappresentazione della neve sono stati gli artisti giapponesi, Hiroshige e Hokusai i più celebri: dopo l’apertura del Giappone hanno ispirato gli Impressionisti, che li hanno collezionati con passione. Monet si è fatto costruire il famoso giardino di ispirazione giapponese, con il ponticello che figura in tanti suoi quadri. Claude Monet è stato anche un grande appassionato della neve e grazie alla sua solida costituzione pare potesse dipingere all’aperto anche durante intense nevicate, e dedicarsi così ai suoi famosi effet de neige

La neve in parole e in musica - Per i Romantici la natura serve a rappresentare sentimenti e stati d’animo, anche violenti. In ambito letterario l’autore di Turista della neve ci ricorda le storie di Dickens, con le vivide descrizioni dei paesaggi innevati in Oliver Twist o Canto di Natale. Sul piano musicale ricorda Winterreise di Franz Schubert Viaggio d’inverno - composto nel 1827.

La scienza della neve e delle valanghe - Gli Inuit sono gli architetti della neve e hanno portato la costruzione degli igloo ai massimi livelli. Oggi, i cambiamenti culturali consegnano progressivamente al passato queste competenze. Intanto però l’uomo cerca di imparare a convivere con la neve. Il padre degli studi scientifici sulle valanghe è Johann Coatz, ispettore forestale svizzero, che nel 1872 lancia un’indagine nazionale sulle valanghe. Nel 1931 è nato a Berna l’Istituto svizzero per lo studio della neve e delle valanghe e nel ’36 il suo osservatorio sopra Davos. Un inverno particolarmente tragico in Svizzera per il numero di valanghe e di morti è stato quello del 1950–1951. Se siete stati contagiati dalla passione scientifica per la neve (come Wilson Bentley –l’uomo fiocco di neve– protagonista del libro Turista della neve di Charlie English) e volete capire cose elementari ma importanti come: a) perché d’inverno fa freddo? b) perché sul ghiaccio si scivola? E soprattutto: c) come si forma la neve? Guardate il documentario La scienza dell’inverno, andato in onda nella trasmissione Il Giardino di Albert.

L'anno della valanga - Un bel libro da leggere o da rileggere, e decisamente pieno di neve, è L’anno della valanga di Giovanni Orelli, che si ispira ai fatti dell’inverno 1950/51 particolarmente nevoso e funestato da molte valanghe. In questo caso, come racconta lo stesso Orelli in un filmato del 1972 conservato nei nostri archivi (e che viene qui riproposto), rivolto ai giovani telespettatori, la valanga è anche metaforica, è l’elemento di rottura del ritmo quotidiano, della tradizione. Minaccia quindi, ma anche portatrice di qualcosa di nuovo.

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L'anno della valanga

Scrittori di casa nostra, 08.03.1972 - Intervista a Giovanni Orelli