mercoledì, 27 gennaio 2010 ore 05:34 (UTC+1)

Emigrazione, corsa all'oro e favelas

Una serie di spunti editoriali

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di Claudia Quadri

Corsa all'oro, neve - Nel suo bellissimo libro Turista nella neve (Donzelli 2009), Charlie English torna sulle vicende di quegli uomini e donne che investirono tutti i loro averi nella corsa all’oro. Migliaia di persone finirono in un «inferno di neve», ingannate dalle società che gestivano i battelli ed illuse da alcuni giornali che presentavano la corsa all’oro in Alaska e Klondike come una passeggiata - il «San Francisco Chronicle» addirittura pubblicò una falsa mappa che indicava i presunti bacini auriferi lungo il fiume Copper . L’eccitazione per la scoperta di giacimenti venne trasformata in un’isteria di massa con gravissime conseguenze. Scrive English:
In realtà, una volta arrivati, i cercatori d’oro scoprivano che per raggiungere «l’oro» dovevano valicare montagne e passare attraverso il «ghiacciaio» Valdez, un fiume di giaccio e crepacci di quasi cinquanta chilometri (…). Il 1. aprile 1898 il «Klondike News» pubblicò la verità: «Mettiamo in guardia i nostri lettori da qualsiasi tentativo di raggiungere il Klondike attraverso Valdez e il fiume Copper. Nessun essere umano è mai riuscito a portare a termine questo viaggio». (…) L’avviso giungeva in ritardo per i primi 4000 già arrivati. Queste persone, invasate, equipaggiate con slitte trainate da uomini, con ramponi che sembravano strumenti di tortura e mappe palesemente sbagliate, finirono in un inferno di neve.
Sul tema della corsa all’oro ricordo le storie di Jack London, che passò l’inverno del 1897 – 1898 nel Klondike. Giovane e nel pieno delle forze London non trovò l’oro, ma quello che aveva visto e vissuto sulla propria pelle gli fornì la materia per scrivere racconti e romanzi poi diventati dei classici (Nelle terre del nord, Il richiamo della foresta, Zanna Bianca e altre storie).

London e ... le favelas di londra - Un lavoro molto meno conosciuto di Jack London è Il popolo degli abissi (editore Robin): nel 1902, pochi anni dopo la sua esperienza nel Klondike, London, abbandonati i panni di giornalista e scrittore, si calò (in incognito) in quelli degli operai che vivevano e lavoravano nei bassifondi di Londra. Non più la corsa all’oro ma l’eterna ricerca di una vita migliore, che invece si traduceva nel degrado e nella miseria più nera. Un’ottima lettura per farsi un’idea dei lati più oscuri della Rivoluzione industriale e delle condizioni di vita all’inizio del secolo nelle FAVELAS di Londra.

Emigrazione da/verso la Svizzera - Due segnalazioni di libri usciti di recente (2009) da editori della Svizzera italiana sul tema emigrazione: il regista ticinese Bruno Soldini ha pubblicato presso Armando Dadò di Locarno il romanzo Tango per emigranti e vagabondi (leggi la recensione di Lucia Morello).
Etienne Piguet, laureato in politica economica, ha pubblicato da Casagrande di Bellinzona L’emigrazione in Svizzera. Sessant’anni con la porta semiaperta (leggi l'intervista apparsa su Swssinfo).