lunedì, 03 agosto 2009 ore 15:12 (UTC+1)

La cultura dei grotti

Cama festeggia la conclusione dell'operazione rivitalizzazione

In sintesi

  • Modello architettonico
  • Frigorifero naturale
  • Il libro "Andiamo ai grotti"

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Dopo decenni di abbandono e cinque anni di ristrutturazioni, Cama scopre in occasione della ferragostana festa del paese il nuovo volto del suo gioiello architettonico, storico e culturale: il nucleo dei 46 grotti. Artefice dell'operazione di recupero del nucleo è la Fondazione per la rivitalizzazione dei grotti di Cama, guidata da Dante Peduzzi, che ha curato il libro "Andiamo ai grotti", edito da Salvioni di Bellinzona, che raccoglie una ventina di contributi di studiosi. E già nel 2006, in piena fase di ristrutturazione del nucleo mesolcinese, la medesima Fondazione aveva inaugurato la "Via dei grotti", un impegnativo itinerario che attraverso le montagne del confine italo-svizzero conduce dalla Mesolcina alla Val Chiavenna.

In occasione delle visite guidate organizzate per i festeggiamenti del 15 agosto (in italiano e tedesco a partire dalle 11.30), saranno inaugurati i cartelli informativi trilingui che accompagnano il percorso alla scoperta o alla riscoperta dell'insediamento testimone di antiche consuetudini della cultura contadina. Un impegno didattico-divulgativo che si propone di superare il più noto approccio gastronomico per raccontare storie di grotti che approfondiscono le particolarità geologiche, architettoniche, naturalistiche e tecniche di questi antenati dei frigoriferi.

Il libro "Andiamo ai grotti", che documenta il progetto di rivitalizzazione dell'insediamento, raccoglie i contributi degli specialisti nelle varie discipline che hanno impresso una visione multidiciplinare all'intervento che ha messo in evidenza il particolare legame tra l'uomo e il suo territorio. I grotti di Cama, come scrive la professoressa Ingrid Schegk dell'Università tedesca di Weihnestephan, sono un affascinante oggetto di ricerca per varie discipline come la geologia, la biologia, la storia e gli studi culturali ed edili. Sono un esempio del tutto particolare di architettura paesaggistica sviluppatasi nel paesaggio e nei suoi contesti spazio-naturali. Il complesso dei grotti concepiti come "paese accanto al paese" non fu progettato da architetti o ingegneri conosciuti, ma fu creato dai loro proprietari, ossia dalla comunità paesana, ed è dovuto allo sfruttamento intelligente di precise condizioni naturali. Per questo motivo rappresenta un esempio di rilievo per l'architettura vernacolare paesaggistica.

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I grotti della Mesolcina

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La "Via dei grotti" da Cama a Gordona in Val Chiavenna

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