Il clima che verrÃ
Serata speciale, 11.11.2009 -
Bruno Oberle, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, e Marco Gaia, responsabile del servizio previsioni di Meteosvizzera a Locarno Monti, rispondono alle domande di Alessandra Zumthor
Bruno Oberle e Marco Gaia sul futuro climatico
(foto TiPress)
Una riduzione delle emissioni di gas colpevoli dell'effetto serra del 20 per cento entro il 2020, persino del 30 per cento, se anche le altre nazioni si metteranno d'impegno: è questa la promessa che la Svizzera porterà al vertice ONU sui cambiamenti climatici che si terrà a Copenhagen dal 6 al 18 dicembre prossimi. Lo ha ribadito Bruno Oberle, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente e capo della delegazione svizzera a Copenhagen alla serata speciale dedicata da RSI LA 2 al "Clima che verrà".
Il protocollo di Kyoto, quello che dovrà essere aggiornato a Copenhagen, dovrebbe già portare la Svizzera, sempre secondo Oberle, a ridurre le emissioni di CO2 dell'8 per cento entro il 2012. Un obiettivo minimo, se si pensa ai proclami di limitazioni massicce che vanno dal 20-30 per cento del 2020 all'80 del 2050. Illusioni futuristiche per allarmi ambientali ai quali si siamo ormai assuefatti? Sicuramente scenari irrealistici se non saranno accompagnati da una seconda rivoluzione industriale globale capace di riequilibrare un rapporto con l'ambiente naturale sconvolto dopo la prima rivoluzione industriale.
Una rivoluzione planetaria che imporrà un calendario serrato e coordinato per la promozione dell'efficienza nei settori dell'indutria, del riscaldamento e dei trasporti, ma soprattutto l'adozione spontanea di stili di vita eco-virtuosi.
Su questi temi, prendendo spunto dalla provocatoria docu-fiction dal titolo "2075: il clima che verrà", si sono confrontati appunto Bruno Oberle e Marco Gaia, responsabile del servizio previsioni di Meteosvizzera a Locarno Monti, incalzati dalle domande di Alessandra Zumthor, che si è fatta interprete di dubbi e interrogativi su cause e conseguenze dei mutamenti climatici.
Serata speciale, 11.11.2009 -
Bruno Oberle, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, e Marco Gaia, responsabile del servizio previsioni di Meteosvizzera a Locarno Monti, rispondono alle domande di Alessandra Zumthor