lunedì, 28 dicembre 2009 ore 11:08 (UTC+1)

La terra di Carlo Sgorlon

Un incontro nella sua campagna con il narratore friulano recentemente scomparso

In sintesi

  • Acacie e gelsi
  • La cesura del terremoto
  • La forza della natura

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Lo scrittore friulano, morto all'età di 79 anni, in un'immagine tratta da suo sito

Carlo Sgorlon spiegava di avere un vero e proprio istinto della campagna. Perché in campagna e di campagna aveva vissuto da bambino in casa dei nonni, fino all'età di 9 anni. Non aveva neppure frequentato le scuole elementari, "un po' per anarchia" e un po' perché le cose gliele insegnava il nonno maestro in pensione, come raccontò lo scrittore friulano scomparso la sera di Natale del 2009 in un'intervista che Daniela Fornaciarini raccolse nel 2002 passeggiando per le terre curate da Sgorlon e dalla moglie "appassionata di campagna".
Gli erano simpatiche le acacie per la loro prorompenza e mostrava fieramente le file di gelsi piantati nella tradizione agricola del suo territorio, mentre la moglie raccontava divertita della ristrutturazione "ripulendo le tavelle ad una ad una" di un'antica casa contadina semidistrutta dal terremoto, "per salvare la vecchia identità friulana". 

Un'identità di territorio, spiegava la signora Sgorlon, che si era sviluppata forte in Friuli dopo il terremoto del 1976.
Il terremoto che lo scrittore ricorda come un treno sferragliante lungo un minuto: "un minuto di panico ma anche di tranquillità, perché ho sempre avuto fiducia nella natura".
Il legame con la semplicità e l'ineluttabilità della natura, con il mondo contadino e con le radici del suo territorio hanno contraddistinto gran parte della vasta produzione letteraria di Sgorlon, che esordì nel 1960 con il romanzo "Il vento nel vigneto".
Legato alla tradizione e al mito, cantore di antiche leggende e strenuo difensore dell'ambiente naturale contro gli scempi di una modernizzazione a tutti i costi, il narratore friulano si aggiudicò il Premio Campiello nel 1973 con "Il trono di legno", romanzo scandito da un ritmo fuori dal tempo, in una ricerca interiore che riporta il protagonista ad una dimensione arcaica e contadina.

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Incontro con Carlo Sgorlon: nell'orto

Laser, 21.01.2003