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La patata bollente del deposito di residui pericolosi
Rifiuti e scorie: una patata bollente difficile da far digerire a chi se la trova proprio fuori dalla porta di casa!
Si sono appena spenti i fragori delle proteste levatesi nel Mendrisiotto contro i fetori estivi prodotti dalle balle di rifiuti immagazzinate provvisoriamente in attesa di riempire i forni del nuovissimo impianto di Giubiasco, che già nel Moesano si raccolgono le firme contro il deposito delle scorie prodotte dal medesimo inceneritore ticinese.
I cittadini di Lostallo, coinvolti in prima persona nello scambio di favori tra il Consorzio di raccolta dei rifiuti del Moesano e l'Azienda di smaltimento ticinese, hanno lanciato una petizione affinché lo stoccaggio dei residui sia però sottoposto a severi controlli.
Una levata di scudi popolare che riporta alla mente il braccio di ferro ingaggiato negli anni Ottanta nella medesima valle del Grigioni italiano tra il combattivo Gruppo Piz Pian Grand e la Cooperativa per l'immagazzinamento delle scorie radioattive (Cisra), alla ricerca di un sito adatto al deposito delle scorie provenienti dalle centrali atomiche svizzere.
Ad oltre vent'anni dalla mobilitazione anti-nucleare della Valle, sembra che il Piz Pian Grand l'abbia scampata, ma la patata continua ad essere bollente, semplicemente altrove, dove si levano altre, immancabili proteste.
Eppure, entro trent'anni, da qualche parte l'eredità secolare delle centrali nucleari dovremo pur cacciarla. Anche perché spazzarla sotto il tappeto di depositi esteri può essere al massimo una soluzione provvisoria...
"La scoria è mia e me la gestisco io", dovrebbe essere lo slogan di ogni comunità, industria o nazione responsabile, non fosse altro che per mantenere il controllo diretto sui depositi, evitando di foraggiare il business miliardario di società senza scrupoli, se non proprio della peggior malavita.
Come racconta il documentario radiofonico in due puntate sugli scandalosi quanto scordati scempi ambientali delle navi dei veleni, che scaricarono in mare la cattiva coscienza di un'economia e di una politica capaci di voltare lo sguardo altrove.
Il Quotidiano, 13.01.2010