Moda pulita
1212, 06.04.2008
Dalla filosofia del cashmere di Starck all'eco-sfilata all'Onu di Ginevra
Modello "gomitoli" a un'eco-sfilata in Ungheria
(foto Keystone)
L'eleganza dell'intelligenza, ovvero l'investimento in capi senza tempo, da indossare tutta la vita. E' questa la "filosofia del cashmere" del celebre architetto e designer Philippe Starck, che ha recentemente ampliato il suo raggio d'azione creativa oltre l'arredamento, fino alla moda. "Longevità" è la parola d'ordine della collezione ideata da Starck per uno degli storici marchi del cashmere scozzese, ormai confluito fra le proprietà dell'industria del lusso della famiglia Montezemolo. Certo che osannare la longevità in un mondo in cui le collezioni che si susseguono stagione dopo stagione inneggiano al perpetuo rinnovamento del look, appare quantomeno temerario: chissà cosa ne penseranno i suoi colleghi "fashion designer" impiegati dalle catene "cheap" per produrre straccetti "usa e getta".
La filosofia del cashmere per la vita, effettivamente, è quella che più si avvicina allo zenith del consumatore attento all'impatto ecologico del prodotto acquistato. Sempre che il prodotto lo possa acquistare, naturalmente. Perché l'eleganza dell'intelligenza, promossa dal designer del filato lussuoso e ipertecnologico dalle linee funzionali e senza tempo, se la può permettere solo chi non deve fare i conti alla fine del mese...
Sull'onda della crescente sensibilità verde (autentica o funzionale che sia) del rapporto consumo-produzione, il cashmere da collezione di Philippe Starck si situa all'estremo opposto rispetto al cotone basic del commercio eco-solidale o alle performances "alternative" dei materiali riciclati.
Mercati di nicchia, insomma, che ancora non hanno conquistato l'attenzione delle masse all'impatto ecologico del proprio look, ancora indirizzato verso una globalizzazione consumistica dettata dall'esigenza del guardaroba improntato all'omologazione del nuovo e del tanto a poco prezzo.
Di collezione in collezione, però, la novità comincia a scarseggiare anche nella moda: esaurite le riedizioni di tutti i decenni del Novecento, l'industria dell'abbigliamento guarda perciò con favore sempre più convinto alla novità etica della "moda verde", con un ritorno a tessuti naturali e a lavorazioni attente all'ambiente.
Riuscirà l'Agenzia dell'Onu per il commercio e lo sviluppo mondiale ad imprimere un'inversione di tendenza dandosi alle eco-sfilate?
Telegiornale, 22.01.2010
1212, 06.04.2008