lunedì, 15 febbraio 2010 ore 12:56 (UTC+1)

Cinque stelle verdi

Dilaga il must dell'eco-etichetta alberghiera

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di Matilde Gaggini

L'interno di un Whitepod del villaggio di tende-igloo sopra Monthey

Se non a San Bernardino per testare il nuovissimo LECOGolf sulla neve, la settimana bianca ecologicamente più "à la page" di quest'anno la si può trascorrere a Saas Fee, all'hotel Ferienert Resort & Spa, detentore del massimo punteggio (cinque stambecchi) fra gli alberghi ecologici in Svizzera ed insignito del primo Green Switzerland Award.

Nell'universo alberghiero la visibilità, la distinzione, se non addirittura l'eccentricità sono sempre più ricercate, spesso rincorrendo il trend dell'immersione nella natura o del rispetto dell'ambiente. Una propensione elvetica immediatamente tematizzata dalla vetrina turistica nazionale per eccellenza, MySwitzerland.com, che dedica un'intera pagina agli hotel straordinari.
Rappresentanti di punta dell'onda verde dell'industria nazionale dell'ospitalità sono l'ormai famoso e prenotatissimo albergo sull'albero Les Nids di Le Locle e il neonato micro-villaggio di tende-igloo edificato in collina sopra Monthey, già pubblicizzato fra le stramberie vacanziere internazionali, come confermano gli ospiti olandesi intervistati nel servizio sui Whitepod nella sezione "Guarda".

Con gli igloo-tenda di Monthey, probabilmente, si è cercato di dilatare su tutto l'anno il successo stagionale che va riscuotendo nell'intero arco alpino la moda dilagante del contatto estremo (ma confortevole) con la natura grazie all'architettura eschimese trapiantata a Engelberg, Zermatt, o Davos.

Ma quante tonalità di verde si celano al di là dell'eco-etichetta attribuita o auto-attribuita dai dettami dell'imperante marketing naturalistico-ambientale? Nel novembre 2008 il lussuoso Fairmont Hotel di Washington offriva in occasione della sua inaugurazione un eco-pacchetto promozionale denominato "Lexus Hybrid Living Suite": in realtà, cavalcando evidentemente l'avvento del presidente Obama e della sua politica in materia di rilancio verde dell'industria automobilistica, la suite di eco offriva unicamente la possibilità di scorazzare per la capitale americana a bordo di un'automobile ibrida, autista incluso, naturalmente. Sempre a Washington, un passo ben più generoso nell'impegno per la riduzione dell'impatto ambientale nel settore dell'ospitalità di gran lusso lo ha compiuto il Willard Hotel (vedi servizio nella sezione "Guarda"), che si distingue nella capacità di coniugare economia ed ecologia.

Bello sforzo, si dirà: aggiungerne una verde alla sfilata di stelle di categoria sfoderate dal gran lusso alberghiero non è poi questo grande problema...
Il vero problema è quello di conquistare all'eco-compatibilità la categoria dell'ospitalità di categoria media, quella che catalizza la massa dei vacanzieri: tra le due e le quattro stelle, per intendersi.
Da parte sua l'hotel a zero stelle di Teufen (Appenzello esterno), l'"opera d'arte" turistica dei gemelli Riklin, le stelle verdi non ha certo bisogno di sfoggiarle! L'ostello svizzero più pubblicizzato a livello mondiale nasce infatti dal riciclaggio di un rifugio anti-atomico arredato minimalisticamente con mobili di recupero.

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Gli alberghi igloo

Telegiornale, 25.01.2009