martedì, 01 giugno 2010 ore 17:17 (UTC+1)

A volte ritornano

Rinaturazioni spontanee e forzate degli ambienti urbani

In sintesi

  • Milano alle api
  • Parigi ai contadini
  • Binari alle erbe

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di Matilde Gaggini

La rinaturazione dei Champs Elysées ad opera dei contadini francesi
(foto Keystone)

La rinaturazione dei Champs Elysées ad opera dei contadini francesi
(foto Keystone)

La rinaturazione dei Champs Elysées ad opera dei contadini francesi
(foto Keystone)

Ma chi l'ha detto che sia sempre e solo la città a doversi espandere verso la campagna e non la campagna a riguadagnare terreno all'interno delle città? Con un'offensiva di rinaturazione più o meno selvaggia dell'ambiente urbano, la rivincita primaverile del verde sul grigio sembra essere partita disordinatamente su molteplici fronti.

Primo fronte: il cuore di Milano preso di mira da uno sciame di api. Oscuri (?) motivi hanno attratto nella centralissima Piazza San Babila centinaia di api calamitate dalla rossa carrozzeria fiammante di una Vespa (nel senso di scooter) parcheggiata nei pressi di un ingresso alla rete della metropolitana.
Saranno state le medesime avvistate pochi giorni prima in piazza Duca d'Aosta? Chissà... Comunque pochi giorni dopo le api si sono rifatte vive a Palazzo Marino, sede del municipio meneghino, questa volta sul tetto dell'imponente immobile. Operazione meno spettacolare ma politicamente più mirata: pare che la strategia sia stata affinata grazie ad un passaparola transoceanico dalla Grande Mela.
 

Secondo fronte: a New York sono tutti pazzi per il miele urbano, pubblicizzato come una varietà estremamente composita e persino ipoallergenica, in vendita tutti i mercoledì al mercato di Union Square e proveniente direttamente dai 250 alveari curati su un tetto dell'East Village dal presidente dell'Associazione apicoltori di New York City Andrew Coté. Dopo oltre un decennio di proibizione per gli alveari (con multe stratosferiche per chi sfidava il divieto) la metropoli USA vive un vero e proprio boom di apicoltori, attratti da una confortante prospettiva d'investimento ecosostenibile.
Ma l'arniamania non è che una variante della frenesia verde che ha colto la Grande Mela, dove prosperano ormai le coltivazioni urbane sui balconi, le terrazze, i cortili, i tetti e le aiuole spartitraffico.
Il "Planyc 2030", programma lanciato dalla città in occasione della Giornata della Terra 2007, si propone di trasformare New York nell'avanguardia americana dello sviluppo sostenibile, offrendo sgravi fiscali a chi realizzi tetti verdi. E anche l'ente pubblico sta sperimentando il sistema migliore per riqualificare i tetti delle sue scuole e dei suoi edifici amministrativi.

Terzo fronte: i parigini Campi Elisi riconquistati dai contadini francesi, che hanno portato nel cuore della capitale la loro protesta di classe in via di estinzione trasformando la lunga colata di asfalto che porta all'Arco in un trionfo bucolico fatto di campi di girasole, aiuole d'insalata e recinti di maiali e bovini vari. 
Una rinaturazione urbana degna della grandeur francese, che trova terreno fertile laddove impera la nouvelle vague del verde, promossa da veri e propri maestri dell'arte della coltivazione metropolitana, come l'entomologo, giardiniere, paesaggista ed ingegnere agronomo Gilles Clément, autore del celebrato giardino del parigino Musée du quai Branly. 

Quarto fronte: Agrifutura, associazione di contadini della Svizzera italiana, ha lanciato negli scorsi mesi un'offensiva volta a favorire il riavvicinamento tra mondo urbano e mondo rurale. Per ora solo manifestazioni informative e visite guidate, ma chissà che il futuro non riservi degli Champs Elysées in formato ridotto, con spettacolari interventi di ri-ruralizzazione delle nostre piazze, ormai perlopiù orfane di mercati agroalimentari degni di questo nome...
In attesa che la campagna torni in città, è tornata in libreria una vera e propria chicca di saggistica ambientale, quel "Flora ferroviaria, ovvero la rivincita della natura sull'uomo", che il cosiddetto fitospedizioniere Ernesto Schick aveva dato alle stampe 30 anni fa, con le sue osservazioni sulla riconquista della stazione internazionale di Chiasso da parte della tenace flora spontanea  di confine.

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Gli Champs Elysées agricoli

Telegiornale, 23.05.2010

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La flora ferroviaria

Pomeriggio feriale, 14.06.1982 - Intervista al "fito-spedizioniere" Ernesto Schick sulla rivincita della natura sull'uomo alla stazione di Chiasso