giovedì, 24 giugno 2010 ore 14:26 (UTC+1)

Il FAI approda sul Ceresio

Il Fondo italiano per l'ambiente aggiunge Villa Fogazzaro ai suoi beni

In sintesi

  • Visita a Villa Panza
  • Omaggio al conte collezionista
  • Giulia Maria Mozzoni Crespi
  • Parco letterario dei laghi

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di Matilde Gaggini

L'affaccio a lago di Villa Fogazzaro ad Oria Valsolda
(foto TiPress)

Il salone della villa
(foto TiPress)

La biblioteca-studio
(foto TiPress)

Il Fondo italiano per l'ambiente (FAI) aggiunge una nuova perla alla sua collezione di beni architettonici, culturali e ambientali che va collezionando dal 1975. Il gioiello in questione è Villa Fogazzaro Roi, a Oria Valsolda, una manciata di chilometri fuori dalla dogana di Gandria. La villa appartenuta all'autore di "Piccolo mondo antico" va ad aggiungersi ad una lunga serie di luoghi incantevoli donati dai proprietari (fra cui la splendida Villa Panza a Varese), preservati e valorizzati dalla Fondazione animata per oltre 30 anni da Giulia Maria Mozzoni Crespi, la signora del FAI.
Grazie al lascito testamentario del marchese Giuseppe Roi, pronipote dello scrittore, la sponda italiana del Ceresio farà la sua apparizione nella mappa dei tesori custoditi dalla Fondazione divenuta ormai un sicuro, prestigioso e consolidato riferimento per la salvaguardia del bello d'Italia con le sue iniziative di segnalazione, di adozione e di apertura al pubblico.

Con l'approdo sul Lago di Lugano, il Fondo italiano per l'ambiente, grazie alla sua professionalità e alla sua esperienza, potrebbe imprimere finalmente la necessaria accelerazione ai legittimi accenni di unitarietà territoriale vagheggiati per la regione transfrontaliera dei laghi subalpini. 
Certo, quanto a residenze dal prestigio storico-paesaggistico degno del FAI, anche le sponde elvetiche del Ceresio avrebbero occasione di non sfigurare ... Villa Favorita, ad esempio, che negli anni d'oro delle sue grandi mostre ha riempito il suo straordinario viale a lago di centinaia di migliaia di visitatori inebriati d'arte e di paesaggio, nulla avrebbe da invidiare ai fiori all'occhiello della fondazione italiana, come l'Abbazia di San Fruttuoso a Portofino, la Villa del Balbianello sul lago di Como. O Villa Menafoglio Litta a Varese, appartenuta al collezionista Giuseppe Panza di Biumo, recentemente scomparso e cui il Museo d'arte di Lugano dedica un omaggio esponendo le opere donate dal conte.
Ma quello di vedere Villa Favorita in una ipotetica mappa transfrontaliera del FAI è, se non proprio un'utopia, sicuramente un sogno! La residenza e il suo parco, infatti, sono sprofondate in un lungo letargo da quando l'amministrazione pubblica ha rinunciato all'acquisto e gli eredi del barone von Thyssen si sono ben guardati dall'emulare il nobile gesto del conte Panza di Biumo o del marchese Roi.

Mettendo da parte sogni finanziariamente impegnativi e volendo rimanere con i piedi ben piantati per terra, si potrebbe perlomeno sperare che il progetto del FAI per Villa Fogazzaro e per la valorizzazione dell'intera Valsolda riesca almeno a rianimare quel Parco lettarario transfrontaliero dei laghi che era stato abbozzato con i fondi Interreg III.
In fondo, nell'era del web, basterebbe mettere in rete e promuovere unitariamente la Valsolda del Fogazzaro, la Luino del Premio Chiara e dell'Archivio Sereni, aggiungendo la Bellano di Andrea Vitali. Prendendo ad esempio il Museo Hesse di Montagnola, naturalmente...

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Apre al pubblico Villa Fogazzaro

Il Quotidiano, 18.06.2010