giovedì, 26 agosto 2010 ore 09:24 (UTC+1)

La capanna diffusa

Cinque rustici restaurati all'Alpe Masnee, in Vallemaggia

In sintesi

  • Itinerari alpini
  • Borghi restaurati
  • Turismo slow

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L'Alpe Masnee del Patriziato di Maggia

Il rifugio Masnee è una variante estrema dell'albergo diffuso, la forma di ospitalità sviluppata nelle regioni di montagna per salvaguardare e rivitalizzare antichi borghi in abbandono. Di proprietà del Patriziato di Maggia, i cinque rustici incastonati nella montagna, a 2000 metri di altitudine e ad oltre 5 ore di marcia dal fondovalle, sono stati restaurati ed attrezzati per ospitare gli escursionisti in cammino sulla Via Alta della Vallemaggia, che porta da Locarno a Fusio.
Il cosiddetto "albergo diffuso" ha preso forma già negli anni Ottanta del Novecento in Carnia, dove si erano voluti recuperare a fini turistici antichi nuclei danneggiati dal terremoto del Friuli del 1976. Inserita in un più ampio concetto di promozione economica delle regioni di montagna, l'ospitalità alberghiera diffusa offre al viaggiatore l'opportunità di alloggiare in camere o appartamenti situati in edifici ristrutturati rispettosamente e situati in un raggio di poche centinaia di metri dal fulcro dei servizi raccolti in una struttura principale. Il valore aggiunto dell'hotel diffuso è una particolare attenzione alla cultura e all'identità di luoghi sovente sospesi nel tempo, rimasti al margine dello sviluppo economico, perfette "location" per adattare l'ospitalità alla sostenibilità: un circolo economicamente virtuoso che permette di salvaguardare un patrimonio altrimenti destinato al degrado e all'abbandono.
Un turismo consapevole al servizio del patrimonio architettonico che in Svizzera trova la sua declinazione nel progetto Magnificasa di Heimatschutz: 10 residenze storiche salvate grazie alla nuova prospettiva turistica.

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Un sogno divenuto realtà

Il Quotidiano, 21.08.2010 - Giorgio Fieschi all'Alpe Masnee, in Valle Maggia

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Cos`è l'albergo diffuso?

Laser, 02.10.2006 - Dal documentario "Il politico e la montagna" di Romano Giuffrida