Vitigni e vini: il Nebbiolo
Millevoci - Il convivio, 07.11.2000 - Giacomo Newlin a colloquio con il sommelier Davide Comoli
Tra Piemonte e Valtellina, anche le terre ticinesi riaccolgono l'antico vitigno
(foto Tipress)
Non c'è dubbio: il Merlot è e resta il vino simbolo del Ticino turistico-gastronomico. Ed effettivamente il vitigno importato dalla Francia all'inizio del Novecento la fa da padrone nelle terre ticinesi coltivate ad uva.
Da quando però il settore vitivinicolo cantonale ha cambiato marcia con la costituzione di Ticinowine (dal 2005 confluito nell' Interprofessione della vite e del vino ticinese) e il lancio di manifestazioni di successo come le "Cantine aperte", sono cresciute le ambizioni di raffinamento del prodotto, alla ricerca di una qualità capace di soddisfare nicchie di mercato più esigenti.
Altri vitigni hanno già fatto capolino nel quasi monopolio del Merlot e allora perché non provare anche il Nebbiolo?
Il Nebbiolo è un vitigno antico, pregiato per la sua predisposizione all'invecchiamento del vino prodotto, legato alle ovattate brume delle dolci colline piemontesi che digradano verso Alba, la capitale del tartufo, il tartufo bianco. Ma il tartufo, seppur nella varietà nera, lo si trova anche nel Mendrisiotto, perché il terreno è calcareo, proprio come quello delle Langhe, dove affondano le radici di prestigiose etichette del Barolo, il cosiddetto "re dei vini" prodotto con le uve Nebbiolo.
E proprio per un'affinità di terra e quindi "per aiutare il Merlot in acidità, visto che questo vitigno qui nel Mendrisiotto ha poca acidità", il viticoltore Enrico Trapletti ha deciso di reintrodurre il Nebbiolo nella sua tenuta: un tocco di "nobiltà enologica" in terra ticinese.
Come in Valtellina, dove il conte Cesare Sertoli Salis è tornato a legare il blasone di famiglia all'antico vitigno.
Il Quotidiano, 11.10.2010 - Claudia Iseli visita l'azienda del Mendrisiotto che ha reintrodotto l'antico vitigno
Millevoci - Il convivio, 07.11.2000 - Giacomo Newlin a colloquio con il sommelier Davide Comoli