mercoledì, 03 novembre 2010 ore 09:54 (UTC+1)

Protagonista l'immondizia

Quando gli scarti dell'umanità alimentano il messaggio culturale

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di Matilde Gaggini

L'installazione "Trash people" dell'artista tedesco HA Schults
(foto Keystone)

Noodles (Robert De Niro) esce dalla villa del senatore Bailey, il redivivo amico Max ritrovato dopo anni di rimorsi perché convinto di averne provocato la morte. E' notte e fuori dal cancello si accendono i fari di un autocarro. Dalla villa esce anche Max (James Wood). L'autocarro parte, passa davanti a Noodles e sparisce all'orizzonte: di Max non c'è più traccia. E' la magistrale scena finale del film di Sergio Leone "C'era una volta in America", in cui protagonista è il camion della spazzatura, che simbolicamente si porta via una grande amicizia marcita nel rancore e nella vendetta.
Mattina presto a Ginevra: è ancora buio quando i mezzi per la raccolta dell'immondizia urbana lasciano il deposito per il giro quotidiano che farà sparire i sacchi riempiti degli scarti domestici. E' ancora il camion dei rifiuti protagonista e filo conduttore del racconto per Cult-tv di Didier Ruef, il fotografo che da anni fissa il suo obiettivo sul pattume dell'umanità, dagli opachi sacchi grigi che alimentano discretamente gli inceneritori delle nostre città alle discariche che alimentano l'economia di sopravvivenza delle periferie più degradate dell'altro mondo.
Scatti in bianco e nero, come spiega Ruef, per evitare il colorato accento estetico del rifiuto-natura morta e mostrare piuttosto il rapporto diretto e costante tra l'umanità e la sua eredità, fatta anche di scorie nucleari, apparecchi elettronici passati di moda, residui della Guerra Fredda.
La più o meno provocatoria estetica della spazzatura ha invece una sua tutt'altro che trascurabile storia nell'arte contemporanea, come racconta Claudio Nembrini nella puntata della rubrica "Il mondo delle immagini" intitolata Trash. Quando i rifiuti diventano arte.
E uno dei più noti artisti del rifiuto è l'americano Robert Rauschenberg, cui Villa Panza a Varese dedica fino a gennaio 2011 una mostra imperniata sui Gluts, gli assembleggi di oggetti di recupero prodotti tra la metà degli anni Ottanta e la metà dei Novanta del Novecento.
Per Rauschenberg i Gluts sono souvenir privi di nostalgia, con i quali intende semplicemente rappresentare le persone con le loro rovine.

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Didier Ruef, il fotografo dell'immondizia

Cult-tv, 24.10.2010

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Trash. Quando i rifiuti diventano arte

Il mondo delle immagini, 19.10.1997