mercoledì, 10 novembre 2010 ore 11:15 (UTC+1)

A chilometro zero

Il rilancio gastronomico dei pesci dei nostri laghi

In sintesi

  • Acque sicure
  • Carne magra
  • Ricette per tutti i gusti
  • Progetto Interreg

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di Matilde Gaggini

I prelibati persici dei nostri laghi
(foto Tipress)

Una volta erano i "pesitt", le alborelle secche che ancora si scovano (nostrane?) nelle fiere di tradizione agricolo-popolare come San Martino a Mendrisio o San Provino ad Agno. E poco più in là erano i "misultin" del lago di Como, gli agoni essiccati tipici di una cucina povera fatta di polenta e "toca là", di polenta condita con sapori forti appena strofinati.
Poi è arrivato il boom del benessere con relativi liquami e nubi radioattive da Chernobyl, che per oltre un ventennio, hanno inquinato i nostri laghi, tagliando fuori alborelle, persici e lucci dalle cucine, ormai rifornite di orate, branzini e salmoni che, grazie al congelatore, risalivano dal mare.
E infine, sull'onda slow della riscoperta delle radici, anche il pesce a chilometro zero è tornato prepotentemente alla ribalta nei menu più ricercati, che offrono piatti di alta contaminazione culturale: al di là dei tradizionali filetti di pesce persico al burro, infatti, i nuovi pesci di lago entrano nelle zuppe, sono cucinati in agrodolce o alla mediterranea.
Un gustoso esempio d'integrazione tra globale e locale... nelle terre insubriche, dove è decollato un progetto Interreg per la valorizzazione dei prodotti ittici delle acque transfrontaliere. 

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Pesce di lago doc

Cult-tv, 07.11.2010

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Menu a chilometro zero

Il Pappamondo, 20.02.2010