Pesce di lago doc
Cult-tv, 07.11.2010
Il rilancio gastronomico dei pesci dei nostri laghi
I prelibati persici dei nostri laghi
(foto Tipress)
Una volta erano i "pesitt", le alborelle secche che ancora si scovano (nostrane?) nelle fiere di tradizione agricolo-popolare come San Martino a Mendrisio o San Provino ad Agno. E poco più in là erano i "misultin" del lago di Como, gli agoni essiccati tipici di una cucina povera fatta di polenta e "toca là", di polenta condita con sapori forti appena strofinati.
Poi è arrivato il boom del benessere con relativi liquami e nubi radioattive da Chernobyl, che per oltre un ventennio, hanno inquinato i nostri laghi, tagliando fuori alborelle, persici e lucci dalle cucine, ormai rifornite di orate, branzini e salmoni che, grazie al congelatore, risalivano dal mare.
E infine, sull'onda slow della riscoperta delle radici, anche il pesce a chilometro zero è tornato prepotentemente alla ribalta nei menu più ricercati, che offrono piatti di alta contaminazione culturale: al di là dei tradizionali filetti di pesce persico al burro, infatti, i nuovi pesci di lago entrano nelle zuppe, sono cucinati in agrodolce o alla mediterranea.
Un gustoso esempio d'integrazione tra globale e locale... nelle terre insubriche, dove è decollato un progetto Interreg per la valorizzazione dei prodotti ittici delle acque transfrontaliere.
Cult-tv, 07.11.2010
Il Pappamondo, 20.02.2010