Quarant'anni di lotta all'inquinamento atmosferico nei documenti delle Teche RSI
(foto TiPress)
Ancora una volta ci hanno pensato le condizioni meteorologiche a spazzar via la cappa d'inquinamento che ha gravato sul Sottoceneri al di là dei limiti tollerati per oltre due settimane. Quasi 20 giorni a meno di 80 all'ora su un'autostrada peraltro già assuefatta ai rallentamenti dovuti ai frequenti lavori o agli abituali esodi e contro-esodi dei vacanzieri motorizzati: un record per la controversa misura d'urgenza, adottata con l'intenzione di abbattere la concentrazione di polveri fini nell'aria che respiriamo.
Per fautori e oppositori della guida rallentata un'occasione in più per confrontarsi sull'ormai pluridecennale problema dell'inquinamento atmosferico, delle relative cause e conseguenze (a Modem e Contesto approfondimenti e dibattiti).
Ulteriormente verificata l'insufficienza di sporadici provvedimenti d'emergenza come il rallentamento del traffico autostradale o il blocco del traffico domenicale nella vicina metropoli di Milano, tornano a levarsi le richieste per interventi a lungo termine: incentivi per l'uso dei mezzi pubblici, mobilità aziendale organizzata, car-pooling, controlli alla dogana sulle emissioni dei veicoli transfrontalieri, come ripropone il municipale di Chiasso Stefano Camponovo nel servizio del Quotidiano "Smog e ancora smog" (nella sezione Guarda).
Il traffico, sempre il solito traffico, quindi, resta immancabilmente al centro delle preoccupazioni politiche della cittadina di confine, che già nel 1989 (come testimonia il servizio della rubrica "Attualità sera" nella sezione Guarda) era un osservato speciale per le concentrazioni record di biossido di azoto.
Oggi si parla di polveri fini e dal 1991 il cantone aggiorna il suo Piano di risanamento dell'aria, sempre più mirato al traffico. Ma intervenire sulla libertà di movimento individuale è un'operazione delicatissima...
Tutta un'altra faccenda rispetto al controllo delle emissioni delle industrie o dei riscaldamenti domestici da cui è iniziata la lotta allo smog!
A spazzare via il grosso dei fumi industriali ci ha pensato l'evoluzione dell'economia, con una rapida trasformazione dal settore secondario a quello terziario e poi terziario avanzato, che mangia altrettanta energia, ma non energia "sporca".
Il famoso "fumo di Londra" a carbone, che nel meteorologicamente disastroso inverno a cavallo tra 1952 e 1953 causò migliaia di vittime, era ancora una pesante eredità della rivoluzione industriale! In pieno boom economico, il semplice abbandono del carbone diede già una bella spinta al Clean Air Act, in vigore dal 1956 al 1964.
Dopo Londra, altre città ingigantite a metropoli iniziarono ad interrogarsi sulla loro qualità della vita, assediate com'erano da un'evidente cappa di smog. Il sindaco di Milano, in un'intervista del 1970 (nella sezione Ascolta) lamentava le difficoltà di attuazione della legge nazionale, varata nel 1966 con la prospettiva di una rapida soluzione del problema. A quarant'anni di distanza l'attuale sindaco si destreggia ancora con le targhe alterne e le domeniche senz'auto, mentre la tangenziale a 70 all'ora scatena le polemiche (anche il servizio sui provvedimenti milanesi del 2011 si trova nella sezione Ascolta).
Evidentemente, la politica ambientale non porta lontano, se non è strategicamente sostenuta da incentivi economici.
Come quelli cui si poterono legare le misure d'intervento sui fumi dei nostri riscaldamenti domestici: basta ascoltare l'intervista del 1980 (nella sezione Guarda) al giovanissimo Mario Camani, allora responsabile della sezione aria ed energia del Dipartimento del Territorio, per cogliere l'insistenza sulla parola magica risparmio.
In fondo, da convincere era solo la minoranza dei proprietari d'immobili, rassicurati da un investimento che avrebbe fruttato, al di là della coscienza ambientale pulita, anche un risparmio a lungo termine.
Allora il primo nemico inquinante da combattere era l'anidride solforosa (cui Lucio Dalla dedicò anche una canzone) e le domeniche senz'auto erano ancora legate alla crisi energetica (per l'embargo petrolifero degli anni Settanta). Prima di affrontare lo spinoso argomento della limitazione della mobilità, restava ancora un ampio margine d'intervento tecnologico limitato, come l'introduzione del catalizzatore, il cui avvento è presentato in un servizio del 1985 nella sezione Guarda.
Abbattuta l'anidride solforosa negli oli da riscaldamento e i gli ossidi d'azoto (per il benessere delle nostre foreste) grazie al catalizzatore e alla benzina senza piombo, resta il pacchetto delle polveri fini...
L'offensiva a largo raggio contro l'inquinamento atmosferico è ormai organizzata da 20 anni nel Piano di risanamento dell'aria, che inevitabilmente è andato stringendosi sul Sottoceneri e sul Mendrisiotto in particolare, legandolo indissolubilmente al relativo Piano dei trasporti e ai Provvedimenti riguardanti il traffico, o meglio la mobilità, che prima o poi, in attesa dell'auto pulita, andrà pur toccata nel vivo.
Il Quotidiano, 12.02.2011
Radiogiornale sera, 16.02.2011