L'incidente di Fukushima riaccende la paura dell'insicurezza nucleare
(foto Keystone)
Tutti sperano che la centrale atomica di Fukushima non ce la faccia a spodestare quella di Chernobyl nella classifica della memoria degli incidenti nucleari. Tuttavia, comunque vada l'attribuzione del grado di gravità, sicuramente il devastante terre e maremoto giapponese ha riabbattuto le quotazioni nucleari alla borsa dell'energia. Un brutto colpo per l'industria atomica, che, a una generazione dalla sciagura di Chernobyl, stava ormai finendo di scontare le moratorie inflitte dallo choc del 1986.
All'indomani dell'allarme atomico giapponese pare quindi azzerarsi tutto. In Svizzera, così come in Germania e in altri paesi fortemente dipendenti dalla produzione nucleare, le autorità giocano d'anticipo sulle proteste ecologiste: ripartono le verifiche degli impianti esistenti e le moratorie per i progetti. Perché il Giappone fa paura veramente: è la potenza della natura che butta all'aria il rischio che l'uomo aveva calcolato. Non è l'errore umano della centrale oltre cortina di ferro, è il terremoto catastrofico che i giapponesi attendevano fiduciosi nella tecnologia preventiva.
E allora si riaccende il dibattito sulla sicurezza della tecnologia nucleare, sul futuro dell'atomo pulito, sull'eredità delle scorie, sull'approvvigionamento energetico, sulle prospettive del risparmio e delle fonti alternative.
In Ucraina, per il 25.mo anniversario del disastro di Chernobyl, è prevista una conferenza dedicata alla sicurezza per il futuro, che rischia però di essere superata dall'attualità dell'insicurezza giapponese.
Chernobyl è diventata ormai una specie di unità di misura dell'incidente nucleare, così come Three Mile Island lo era stata prima di Chernobyl. Di anniversario in anniversario la memoria si riaccende e si rispegne, mentre il nucleare continua ad assecondare la crescita del bisogno d'energia. Sarà così anche dopo Fukushima?
Telegiornale, 25.04.2006 - Reportage dell'inviata del Telegiornale sul luogo della catastrofe - I progetti per la messa in sicurezza delle rovine della centrale - Il ritorno degli anziani sfollati - La salute della popolazione - La bonifica della terra
Camaleonte - Tipi, 03.08.2007 - Mailù Rezzonico, al rientro dal Giappone, interroga gli esperti sui danni causati da un terremoto di 6,8 gradi sulla scala Richter alla centrale atomica giapponese di Kashiwazaki City il 17 luglio 2007. Ospiti: Nicholas Deichmann, vice direttore del Servizio sismologico svizzero; Mario Tozzi, ricercatore del Consiglio nazionale italiano della ricerca; Francesco Troiani, ricercatore dell'Ente nazionale italiano per l'energia atomica