Bengasi capitale del petrolio in un documentario del 1963
Il colonnello Muammar Gheddafi all'indomani del colpo di stato che rovesciò la monarchia di Re Idris I nel 1969
(foto Keystone)
La Libia che precedette l'avvento del colonnello Muammar Gheddafi festeggia quest'anno due anniversari, che sarebbero stati ignorati dal regime del rais anche senza l'imperversare della guerra civile e dell'operazione "Odissea all'alba": la conquista da parte dell'Italia nel 1911 e la proclamazione dell'indipendenza nel 1951, con la nascita del Regno Unito di Libia di re Idris I Senussi, il sovrano che sarebbe stato deposto dal regime militare di Gheddafi nel 1969.
La colonizzazione italiana, che durò fino alla seconda guerra mondiale, si indirizzò verso un'opera di bonifica agricola che venne però abbandonata dopo la caduta dell'Impero e la sconfitta bellica. Già in epoca imperiale il deserto libico venne sondato dagli italiani alla ricerca del petrolio, ma senza successo.
La ricchezza del sottosuolo venne scoperta solo alla metà degli Anni Cinquanta, quando sul paese magrebino di fresca indipendenza regnava la monarchia dei Senussi, con il sovrano Idris, già emiro della Cirenaica, esiliato durante il dominio italiano e organizzatore della guerriglia filo-alleata durante la seconda guerra mondiale.
Rientrato nella sua capitale Bengasi al seguito delle truppe britanniche vittoriose sull'Asse, Idris portò a termine l'unificazione della Libia e iniziò la modernizzazione del paese con il sostegno dei capitali statunitensi e britannici.
Gli italiani, che a fine anni Trenta avevano raggiunto la ragguardevole cifra del 13 per cento della popolazione (con punte del 37 a Tripoli e del 31 a Bengasi), lasciarono a poco a poco la colonia persa già nell'immediato dopoguerra, prima di essere costretti all'abbandono dal regime militare nel 1970, in concomitanza con l'avvio delle nazionalizzazioni.
Nel ventennio compreso tra la proclamazione dell'indipendenza e l'avvento di Gheddafi, tuttavia, gli italiani riuscirono a mantenere vivi gli interessi nel dirimpettaio regno africano, lanciandosi anche loro nella corsa allo sfruttamento del sottosuolo.
E proprio alla concessionaria italiana CORI, impegnata nei sondaggi alla ricerca di petrolio nella zona di Giarabub, a sud di Bengasi, e alla situazione economica e politica della Libia all'inizio degli anni Sessanta sono dedicati i due documentari di Gianfranco Pancani, andati in onda alla RSI nell'aprile del 1963 (nella sezione Ascolta).
Panorama d'attualità , 05.09.1969 - Un commento del giornalista Riccardo Aragno da Londra all'indomani del colpo di stato