Le opere del famoso architetto ancora escluse dal patrimonio dell'umanità
(foto Keystone)
Pare che l'opera di Le Corbusier non abbia le giuste proporzioni per entrare a far parte della lista Unesco del patrimonio mondiale dell'umanità. Per la seconda volta, infatti, il Comitato dell'Agenzia delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura, ha rifiutato la candidatura internazionale che proponeva di raggruppare 19 opere dell'architetto nato a Neuchatel sparse fra Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Argentina e Giappone. La motivazione della decisione di rinvio sarebbe di ordine tecnico: il dossier, infatti, non presenterebbe una scelta di edifici in grado di esprimere correttamente l'insieme della produzione del grande architetto del Novecento.
In attesa della revisione della candidatura, Neuchatel si consola comunque con l'ammissione nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità dei villaggi palafitticoli preistorici portati alla luce nella regione dei Tre Laghi. Una nuova etichetta Unesco che va ad aggiungersi a quella ottenuta due anni fa' da La Chaux-de-Fonds e Le Locle per il paesaggio urbano cresciuto con l'industria orologiera.
La decisione negativa dell'Unesco sul dossier Le Corbusier, dopo quella del 2009, non avrebbe nulla a che fare con il dibattito scatenato soprattutto in Svizzera sulle presunte tendenze antisemite e sulla collaborazione dell'architetto franco-elvetico con i regimi totalitari, tema su cui punta l'attenzione Raniero Fratini nella rubrica radiofonica Geronimo di Rete Due.
Sulle orme di Le Corbusier viaggiatore d'oriente è intanto partito Flavio Stroppini, che, seguendo gli appunti del grande architetto, è partito da Tübingen per un reportage radiofonico quotidiano che lo porterà attraverso l'Europa dell'Est fino alla Turchia, alla Grecia e all'Italia.
Telegiornale, 28.06.2011