Il nuovo disco prodotto in collaborazione con il popolo di Internet
Imogen Heap
Si chiama Imogen Heap, ha 31 anni, è originaria dell'Essex, Inghilterra, è al suo terzo album ma soprattutto è la regina dell'era musicale digitale. Il suo ultimo lavoro, Ellipse, è stato infatti concepito e prodotto con l'aiuto dei fan attraverso internet e social-network. Una collaborazione intima e intensa che le ha lasciato in dote 750mila "amici" sui Twitter, il sito di micro-blogging che ora va tanto di moda. Un seguito imponente che, se si traducesse in copie vendute, farebbe venire l'acquolina in bocca alle grandi etichette musicali, ormai sempre più in crisi.
Imogen Heap ha "trovato un modo per costruire un rapporto con i suoi fan che le porterà un profitto - scrive l'Independent - senza per questo creare un modello di puro sfruttamento visto che ha usato i mezzi di internet per coinvolgerli nel processo creativo". Opportunismo? Magie del marketing? Miracoli del web? Talento incontenibile? Di tutto un
po'. "E' una diva digitale", sentenzia il quotidiano britannico. "E' l'avanguardia avanzata di chi sta oggi ricostruendo il modello dell'industria musicale dopo che quello vecchio è collassato".
Certo, non è stato sempre così. Il suo album di debutto, datato 1998 e intitolato iMegaphone, venne "fabbricato" alla vecchia maniera - ottenne comunque un buon successo di critica. Poi l'evoluzione. Il secondo disco, Speak for Yourself, Imogen
Heap ha voluto registrarlo e produrlo da sola, tenendo informati i suoi fan sui progressi attraverso il suo blog. Era il 2005. Due singoli hanno debuttato online. Quindi la rivoluzione. Ellipse, tanto per cominciare, è stato scritto interamente con un laptop - della Apple, visto che il programma usato è GarageBand, ovvero il software distribuito
gratuitamente in tutti i computer della mela morsicata. Poi i videoblog su YouTube, con i quali Imogen Heap teneva informati i fan sui suoi progressi e li esortava a partecipare inviando idee, proporre nuovi arrangiamenti.
Lo scorso marzo la cantante britannica ha chiesto di aiutarla a compilare la biografia per la stampa relativa al nuovo album - via Twitter - e ha poi chiesto contributi fotografici per il booklet basati sulle sensazioni scatenate dalle tracce - via Flickr. E ha ottenuto 1000 risposte. Undici immagini sono ora nell'album. "Più uno ci pensa - conclude l'Independent - più nel caso di Imogen Heap si dimostrano vere le parole profetiche di Marshall McLuhan: il mezzo (medium) è il messaggio". (ANSA/Red.)
26.08.2009