L'autostrada del sole
05.10.2009
Un viaggio musicale lungo la spina dorsale automobilistica d'Italia
L'autostrada del Sole, chiamata A1 nella toponomastica delle autostrade italiane, è la più lunga della Penisola e ne costituisce la vera e propria spina dorsale. Collega Milano a Napoli, passando per Bologna, Firenze e Roma, con una percorrenza complessiva di 761 kilometri. L’inaugurazione dell’Autostrada del Sole avvenne il 4 ottobre 1964 e fu un grande avvenimento perché era stata fortemente voluta dai governi italiani degli anni cinquanta allo scopo di rilanciare l’economia nazionale. Prima della sua costruzione, infatti, i mezzi commerciali per andare da Napoli a Milano impiegavano circa due giorni di viaggio. Costruire un'arteria di veloce scorrimento avrebbe dunque accorciato significativamente i tempi di percorrenza e, in rapporto a questo, avrebbe abbassato i prezzi al consumo di molta merce. La posa della prima pietra risale al 1956. L'inaugurazione del primo tronco, da Milano a Parma, si ebbe nel 1958. L'apertura del tratto Bologna-Firenze avvenne nel 1960. Quello da Roma a Napoli venne poi nel 1962. L'intera opera fu completata il 4 ottobre del 1964, con l'apertura del tratto fra Chiusi e Orvieto. E voi direte a questo punto del mio racconto, sì d’accordo, va bene, però con tutto questo la musica che cosa c’entra? La musica c’entra nel senso che all’autostrada del sole fu dedicata una composizione musicale, una rapsodia di grandi dimensioni che contiene citazioni di canzoni notissime, evocative delle grandi città che a partire da Milano, via via si incontrano lungo il percorso dell’autostrada stessa. La composizione, intitolata appunto, “Autostrada del sole” fu firmata da Giampiero Boneschi e oggi ve ne faccio ascoltare ampi stralci, a cominciare dall’inizio in cui sono presenti i motivi di due famose canzoni di Giovanni D’Anzi (“Lassa pur che el mund el disa” e “O mia bela Madunina”). Segue loro un intermezzo sinfonico dello stesso Giampiero Boneschi, un brano di carattere descrittivo che desidera dare un’impressione del viaggiare in autostrada.
È interessante come i musicisti riescano a stimolare reciprocamente la loro fantasia. Quello che abbiamo appena ascoltato sentito, il brano con cui Giampiero Boneschi descrive il traffico autostradale, personale e originale per com’è, ci fa ricordare una idea simile, realizzata diversamente, laddove George Gershwin nel suo “Americano a Parigi”, proprio all’inizio, descrive il traffico della grande metropoli francese. Ma ora vi dico che questa estesa rapsodia dedicata all’autostrada del sole da Giampiero Boneschi fu commissionata da Casa Ricordi nel 1963. Giampiero Boneschi, che già allora era un affermato arrangiatore e compositore di musica per cinema, radio e televisione, ebbe modo di utilizzare una vera orchestra, 8 violini, 3 viole, 2 violoncelli, contrabbasso, arpa, marimba, xilofono, batteria e poi, in alcune sezioni, fisarmonica, clarino, clarinetto basso, flauto, ecc. Molti dei musicisti che suonarono in questa formazione erano i migliori di allora, quelli che regolarmente sedevano nelle grandi orchestre milanesi. Tra questi i flautisti Bruno Martinotti e Marlaena Kessick, e il violinista Cesare Ferraresi. Il tecnico del suono, un vero e proprio mago nel suo campo era un certo Kurt Grieder, attivo qui da noi in Svizzera. Pensate poi che in Italia, allora, i dischi stereo non erano ancora arrivati. Il disco LP contente questa “Austostrada del Sole” uscì dunque in formato mono, mentre negli Stati Uniti fu ripubblicato in edizione stereofonica. Ascoltiamone un altro squarcio, quello relativo al momento in cui l’autostrada arriva prima a Bologna e successivamente a Firenze.
A proposito dell’autostrada del sole, ho fatto un po’ di ricerca. Ho così scoperto che per costruirla furono necessari 15 milioni di giornate lavorative, 16 milioni di metri quadrati di pavimentazioni, 853 ponti, viadotti e opere simili, 2500 tombini, 572 cavalcavia, 35 gallerie su due carreggiate, 3 gallerie su carreggiata singola. Si tratta di opere ciclopiche che, in fondo non è sorprendente, colpiscono la fantasia dei musicisti. Facilmente riesco a ricordare canzoni dedicate a strade importanti, penso alla Route 66 negli stati Uniti, di cui cantava Nat King Cole, penso alla City of New Orleans, la strada che dall’Illinois conduce fino alla Louisiana, cantata da Judy Collins. Non mi viene però in mente nessuna suite o rapsodia di grandi dimensioni dedicata ad una strada di lungo percorso. Da questo punto di vista, l’autostrada del sole, con l’omonima composizione di Giampiero Boneschi è probabilmente un caso unico. La sua diffusione all’estero avrà fatto anche qualcosa per il decollo del turismo nell’Italia di quegli anni che tanto ne aveva bisogno. Le autostrade aiutarono parecchio l’economia del paese e se ne costruirono tante negli anni successivi. In qualche caso forse anche troppo, dimenticando priorità di maggiore peso. Ricordo una frase dell’allora governatore della Banca d’Italia Guido Carli, quando disse che alla gente che aveva bisogno di casa non si poteva dare un pezzo di autostrada! Ma la prima autostrada, l’autostrada del sole, fu un’opera di indiscussa utilità. Bello dunque che grazie a Giampiero Boneschi si possano ricordare gli anni gloriosi e pionieristici che ne videro la realizzazione, anche con un brano musica che inanella tante belle canzoni italiane, legate alla cultura delle città che l’autostrada del sole bordeggia. Concludo l’emissione riprendendo questo vecchio LP, i cui solchi non sono più sempre in perfetto ordine, ma si tratta di un documento storico in ogni caso, e vi invito a proseguire l’ascolto che, a questo punto, parte da canzoni legate alla città di Roma e scende poi fino a Napoli.
05.10.2009