giovedì, 24 dicembre 2009 ore 07:05 (UTC+1)

L'insolenza sensibile

Il fenomeno Carmen Maria Vega

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Carmen Maria Vega

La Menteuse è uno dei brani più contagiosi del momento. Impazza sulle radio francofone e ci introduce a un'interprete frizzante, tutta energia ed estroversione, d'origine guatemalteca ma francese d'adozione (è cresciuta a Lione) che prende il nome di Carmen Maria Vega. Un po' Gianburrasca e un po' femme fatale ha pubblicato da poco un primo disco che non ha stentato a scalare le classifiche di vendita francesi grazie in particolare al primo singolo estratto, il pop manouche di La Menteuse.

Rivelatasi una prima volta in occasione delle Francofolies di La Rochelle nel 2007, Carmen Maria Vega si è poi imposta all'attenzione generale grazie alla partecipazione al Printemps de Bourges nel 2008, a due premi vinti al festival Chrous des Haut-de-Seine, e il trionfo al festival Alors Chante 2009! a Montauban. Decisivo, nel suo percorso, l'incontro con il musicista e ingegnere del suono Max Lavegie col quale si è esibita dapprima in duo nel giro dei caffè concerto ma che è ben presto diventato autore di canzoni originali disegnate su misura per la personalità esuberante di Carmen. L'alchimia si realizza anzitutto dal vivo, sui palcoscenici di Francia. Il duo nel frattempo è diventato un trio grazie all'apporto del contrabbassista Alain Arnaudet, e si trasforma in quartetto nel 2009 con l'arrivo del batterista Toma Milteau.

Bugiarda, alcolizzata, incazzata, logorroica, vendicativa, arrogante quanto basta, i personaggi impersonati da Carmen Maria Vega nelle sue canzoni non sono sempre dei più frequentabili. "Cette Carmen est un des personnages féminins les plus forts qui soit apparu depuis belle lurette dans la chanson française". La critica francese è entusiasta ed unanime nel sottolineare il talento di Carmen e la felice commistione di canzone francese tradizionale, piglio punk, rock neo-realista e swing manouche nelle sue canzoni. Il tutto coniugato alla prima persona. Un'insolenza devastante e diretta che "passa" qualunque sia il personaggio che Carmen decide di interpretare.

Il suo disco d'esordio, pubblicato nell'ottobre del 2009, è stato distribuito dalla casa discografica AZ. Registrato in due sessioni di dieci giorni l'una fra Bruxelles e Parigi sotto la direzione di Max Lavegie e grazie al contributo di Vincent Carpentier, Fred Jaillard e Xavier Bussy, e cioè la squadra che curò il disco Comme un manouche sans guitare di Thomas Dutronc, il lavoro restituisce tutta l'energia e la sfacciataggine che Carmen Maria Vega riesce a instillare nei concerti dal vivo. Sono tutte canzoni dal carattere forte, storie dure e divertenti, come quella del singolo La Menteuse, che ha per protagonista una bugiarda irremovibile, oppure quella della spavalda ribelle di Hiérarchie, l'amante abbandonata di Le Fourbe, oppure la depressa cronica di Les Antidépresseurs.

L'approccio di Carmen Maria Vega alla canzone è quello di una navigata attrice. "Ma mère m'a mise au cours de théâtre quand j'avais sept ans et pour moi la scène est évidente, alors que le studio est plus fastidieux". Benché qualche canzone richiami alla mente certe atmosfere alla Aznavour (in particolare En attendant o Dessous les toits), o che da un punto di vista puramente espressivo sia difficile non pensare a Jacques Brel, Carmen Maria Vega rifiuta qualsiasi paragone con i grandi interpreti della canzone francese. Il suo modello è piuttosto Ella Fitzgerald, "que j'écoute depuis toujours même si je ne comprends rien à ce qu'elle dit". Un'interprete tutta da scoprire insomma, fresca ed esuberante, capace di portare una ventata di aria fresca nel panorama della canzone francofona, e di ridare nuova visibilità allo swing manouche che tanta parte ha avuto nella storia recente della canzone francese.