"Max my love"
Michel Portal e Jacky Terrasson dal vivo a Marciac nel 2007, 01.02.2010
Fra reminiscenze di vecchia Europa e radicalità free
Michel Portal
In Francia con l'arte di Django Reinhardt il jazz europeo aveva segnato un salto di qualità nell'affermazione della sua capacità di emanciparsi dalla subalternità al jazz statunitense. Ma il jazz dell'esagono ha poi prodotto altri tra i maggiori protagonisti dell'ormai lunga vicenda del jazz del vecchio continente.
Uno di questi è certamente Michel Portal, che nella storia del jazz europeo spicca come una delle personalità in assoluto più significative e anche come una delle figure meno riducibili a semplici schemi e appartenenze. Se il jazz europeo negli ultimi quarant'anni ha forse espresso la sua massima autonomia rispetto al jazz d'oltre Atlantico nella forma della cosiddetta "improvvisazione radicale" emersa negli anni '60, Portal è un musicista che mentre si distingue nettamente dai modelli americani, d'altra parte però sfugge anche all'identificazione con questo ambito dell'imiprovvisazione radicale a cui è comunque contiguo e con cui ha parecchi tratti in comune.
Il suo profilo nel campo del jazz e dell'improvvisazione è più complesso e articolato, come Marcello Lorrai cercherà di dimostrare nel corso di questo ciclo di Birdland. E questo a prescindere dal fatto che Portal ha anche, schematizzando, una doppia identità: da un lato appunto il jazzista, l'improvvisatore, dall'altro l'interprete in un contesto accademico, identità del resto anche questa a sua volta complessa e articolata.
Michel Portal e Jacky Terrasson dal vivo a Marciac nel 2007, 01.02.2010
Birdland, 01.02.2010 - A cura di Marcello Lorrai