giovedì, 11 febbraio 2010 ore 08:37 (UTC+1)

John Abercrombie, poeta della chitarra

Nel solco di Jim Hall e Bill Evans

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John Abercrombie

È uno dei chitarristi più importanti degli ultimi quarant'anni di storia del jazz. Ma John Abercrombie è anche un chitarrista di cui, rispetto ad altri colleghi come John Scofield, Bill Frisell o Pat Metheny, si parla e si scrive relativamente poco.

Per quale motivo? Probabilmente perché il musicista di Port Chester, il paese dello stato di New York dove è nato il 16 dicembre 1944, è un artista sì di spessore ma non troppo appariscente. John Abercrombie è un jazzista molto raffinato che per quanto sappia essere incisivo, rimane fondamentalmente un poeta della chitarra, un musicista sofisticato e attento a non perdere i legami con la tradizione nonostante la modernità del tratto.

Non a caso le sue principali influenze storiche sono state Jim Hall e Bill Evans, due caposcuola di chitarra e pianoforte sia per il tipo di sound sia per la particolare concezione dell'interplay che hanno introdotto nei loro gruppi, e soprattutto nei loro trii. Anche nel caso di Abercrombie si nota come la chitarra sia sempre inserita organicamente in un tutto, il che significa da un certo punto di vista la rinuncia al virtuosismo e all'esteriorità e questo, forse, è una ragioni della sua minor popolarità rispetto ai suoi illustri colleghi.

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"Alice in Wonderland"

02.02.2010

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John Abercrombie, poeta della chitarra, 1. parte

Birdland, 02.02.2010 - A cura di Maurizio Franco

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