"Bad", dal vivo nel 1985
Shake your money maker, 15.04.2010 -
Di fanatismo e mitologia rock
Toccare il proprio idolo, inseguire deliranti un autografo o una dedica è da sempre una delle pulsioni dell’appassionato di rock. Abbiamo tutti negli occhi qualche scena in cui uno spettatore sfugge al severo controllo degli addetti alla sicurezza, sale sul palco e si proietta sul divo di turno. Il più delle volte si tratta di gesti isolati e inconsulti, di repentine falle nel muro che separa l’artista dal suo pubblico. Un abbraccio, un bacio, un pianto isterico e via. La mitologia del rock è salva.
Bono, il cantante degli U2, un giorno si è messo in testa di rompere questo meccanismo. Non so quanti di voi ricordano il tour del disco The unforgettable fire. Doveva essere il 1985 o giù di lì. Bono in quel giro di concerti decise di introdurre un nuovo numero a effetto. Ancora teneva in repertorio la scalata all’impalcatura metallica che sostiene l’impianto luci, un’arrampicata che era come una conquista da offrire al pubblico e che si concludeva con un euforico sventolio di bandiera bianca. Ma non bastava. Bono voleva far sapere al suo pubblico che quel “fuoco indimenticabile” di cui parlavano le canzoni del disco era un sentimento comune a tutti, e che se valeva la pena battersi in nome dell’amore e della fratellanza, allora perché non iniziare immolando il divo in un umanissimo abbraccio?
Durante l’esecuzione di Bad, mentre il gruppo si ostinava sul giro armonico del brano, Bono invitava una ragazza delle prime file sul palco, e dopo averla abbracciata, ballava con lei per qualche minuto. Ad ogni concerto quel rituale si ripeteva, riuscendo a creare, è facile supporre, un’attesa emozionata fra le fan.
Quell’abbraccio di Bono riusciva a sottrarre per un attimo al fanatismo la sua imprevedibilità, incanalandone il furore. E pensare che Peter Gabriel, in quegli stessi anni, sceglieva invece l’autoimmolazione. In concerto, durante l’esecuzione del brano Lay your hands on me, si dava letteralmente in pasto ai suoi fan, lasciandosi cadere dal palcoscenico sulle loro braccia inneggianti. Il modo più diretto per consegnarsi a un istinto cannibale che Bono aveva invece voluto disinnescare mettendo in scena quell’abbraccio.
Shake your money maker, 15.04.2010 -
Shake your money maker, 16.04.2010 -
A cura di Corrado Antonini