lunedì, 03 agosto 2009 ore 06:00 (UTC+1)

F.E.A.R 2: Project Origin

La paura ritorna alle origini

In sintesi

  • Mix tra sparatutto e survival horror
  • Intelligenza artificiale sopra la media
  • Trama scontata, ma ottima giocabilità

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di Ulisse Vitali

Seguito molto atteso del primo capitolo uscito su PC e console tra il 2005 ed il 2006, F.E.A.R. 2: Project Origin è un videogioco che presenta un’isolita commistione di generi, mescolando alla struttura di uno sparatutto in prima persona elementi di survival horror e una “spruzzata” di fantascienza. L’ambientazione del gioco presenta atmosfere claustrofobiche e dalle tinte scure, con un gusto preponderante, ma mai eccessivo, per lo splatter. Il sangue è comunque il filo conduttore di questo secondo capitolo, anche se più che paura, terrore o disgusto, il giocatore viene pervaso solamente da un leggero stato di tensione.

Dov’eravamo rimasti… - F.E.A.R. 2 si apre con un prologo della durata di circa mezz’ora, in cui gli ultimi eventi del primo capitolo sono vissuti a distanza dal nuovo protagonista Michael Becket, un sergente della squadra Delta Dark Signal impegnato nell’arresto di Genieveve Aristide, presidentessa della società di ricerca responsabile di gran parte dei terribili eventi narrati nella saga. In seguito, una terribile esplosione distrugge la città e scatena Alma, la terrificante bambina con poteri psichici attorno a cui ruota tutta la componente horror del gioco. Il protagonista e la sua squadra si vedono quindi costretti a combattere in un ambiente apocalittico, mentre Becket inizia a sospettare di essere in qualche modo collegato alla crisi e di essere l'unico in grado di porvi rimedio.

Meglio all’esterno - Pur trattandosi di uno sparatutto abbastanza classico, il sistema di controllo funziona molto bene e consente di padroneggiare i comandi del gioco già dopo pochi minuti. Inoltre F.E.A.R. 2 presenta un arsenale decisamente ampio e variegato, che comprende due tipi di fucili mitragliatori, un fucile da cecchino, un lanciarazzi, un fucile laser, due tipi di fucili a pompa, una pistola, un lanciafiamme, una sparachiodi molto coreografica, un'arma sperimentale in grado di incenerire i nemici e delle “armature potenziate” da combattimento. Nonostante i primi livelli, tutti ambientati all’interno, risultino piuttosto noiosi e ripetitivi, non appena si raggiunge l'esterno, dove la struttura architettonica si fa più varia e piacevole, le cose cambiano decisamente in meglio.

Avversari tosti - Nelle quasi 12 ore necessarie per finire il titolo a livello difficile, i combattimenti vedono il giocatore contrapposto principalmente a due tipi di nemici: soldati mercenari di vario tipo o creature mostruose frutto di esperimenti genetici; entrambi reattivi ed aggressivi, dotati di un’intelligenza artificiale di alto livello e in grado di sfruttare le coperture e di sfuggire ai colpi. In F.E.A.R. 2 gli scontri a fuoco sono dunque divertenti e dinamici, grazie anche alla spettacolare capacità del protagonista di rallentare il tempo, con il più classico degli effetti bullet time. Purtroppo questa opzione, resa graficamente in modo magistrale, se abusata rischia di vanificare l'ottimo lavoro fatto sull'intelligenza artificiale, rendendo il gioco fin troppo facile.

Qualità altalenante - Dal punto di vista tecnico, seppur complessivamente buono, F.E.A.R. 2 presenta alti e bassi. Molto buono il design dei soldati nemici, delle armature e degli ambienti esterni, come pure ottimi sono il sistema particellare, che ricrea scene ricchissime di dettagli, e il realismo delle animazioni della telecamera in prima persona. Meno riusciti invece i mostri replicanti, definiti da pochi poligoni e texture appena sufficienti, e le ambientazioni claustrofobiche, che risultano abbastanza piatte e ripetitive. Per quanto riguarda il comparto sonoro, gli effetti delle armi sono ben campionati, variegati ed incisivi, mentre le musiche non sottolineano in modo adeguato i momenti più inquietanti e il discreto doppiaggio italiano non riesce a coinvolgere completamente il giocatore.

Poche innovazioni - Nonostante alcuni difetti grafici, una trama un po’ scontata e lo scarso coinvolgimento emotivo, F.E.A.R. 2: Project Origin se la cava egregiamente, offrendo un’esperienza di gioco appassionante in un mix tra spettacolari scontri a fuoco contro un’intelligenza artificiale superiore alla media e buone sequenze horror. Il gioco si fa inoltre apprezzare per l’ottima giocabilità, vero punto di forza del titolo, la gestione e diversificazione delle armi, una buona varietà di situazioni e il taglio quasi cinematografico di alcune scene. In definitiva si tratta di uno sparatutto in prima persona di buona qualità, che però non riesce ad eguagliare il livello di innovazione e freschezza che il predecessore fu in grado di apportare nel panorama videoludico.

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La recensione di Multiplayer

Il Giudizio Universale, 16.06.2009 - Rete Tre