lunedì, 25 gennaio 2010 ore 06:00 (UTC+1)

Leggende tecnologiche

Voci infondate, storie vere a metà, marketing virale o vere e proprie bufale

In sintesi

  • Nuova linfa sul web
  • Oggetti tecnologici protagonisti
  • Efficaci campagne promozionali

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di Ulisse Vitali

Nell’era della tecnologia e delle comunicazioni di massa, le leggende metropolitane sono quanto mai vive e non passa giorno che non ne esca fuori una nuova. Questi racconti di fatti insoliti e curiosi, pur rivelandosi spesso infondati, vengono presentati come realmente accaduti e acquistano credibilità viaggiando con il più antico sistema di comunicazione, il passaparola, ma non disdegnando neppure quelli più recenti, come ad esempio Internet. Spesso attribuiti a qualche altra persona (divenuta ormai mitica la figura del “cugino”), le urban legend dimostrano che l'uomo d'oggi continua ad inventare e raccontare fatti che, spacciati per veri e creduti tali, rafforzano l'appartenenza ad un certo ambiente.

Specchio della società - Molte delle ultime leggende metropolitane, più volte adattate e modernizzate per stare al passo coi tempi, hanno per soggetto alcuni degli oggetti tecnologici che hanno invaso la vita di tutti i giorni, ma che rimangono comunque misteriosi, a volte incomprensibili, spesso minacciosi: computer, telefoni cellulari, forni a microonde, airbag. Così ogni giorno nascono nuove leggende urbane - i cui protagonisti non sono più gli alligatori delle fogne di New York o gli spacciatori di figurine all'LSD, ma terribili virus informatici, forni a microonde assassini, CD che ingannano i radar della polizia e telefonini che cuociono i popcorn - che rivelano gli atteggiamenti della società contemporanea nei confronti della tecnologia.

Da leggenda a spot occulto - Negli ultimi anni molte leggende metropolitane si sono diffuse sottoforma di marketing virale, ovvero un'evoluzione del classico passaparola che sfrutta la capacità comunicativa di pochi soggetti per trasmettere un messaggio ad un numero esponenziale di utenti. In genere, questa tecnica promozionale si basa sull'originalità di un'idea, che riesce a creare stupore o ilarità tali da consentirne un’espansione molto veloce, facendo leva soprattutto sul popolo della Rete che, più o meno consapevolmente, comunica un messaggio in maniera chiara, veloce e gratuita. Le forme più diffuse sono video divertenti, giochi online e siti web curiosi, che nel giro di pochi giorni possono attrarre milioni di visitatori.

Scivoli giganti e laptop acchiappati - Tra i fenomeni più recenti, il popolarissimo video dell'uomo che grazie a un enorme scivolo d'acqua compie un salto spettacolare, centrando miracolosamente una minuscola piscina gonfiabile. In realtà si tratta di uno spot occulto per promuove alcuni prodotti di Microsoft e, con quasi due milioni e mezzo di spettatori, non è altro che un esempio riuscito di marketing virale. Particolarmente azzeccato anche il tentativo di un produttore di laptop, che ha realizzato un video in cui degli atleti giocano a prendere al volo un computer portatile ultrasottile usando i muscoli dei glutei. In entrambi i casi ovviamente ci sono di mezzo effetti speciali digitali, ma lo scopo desiderato è stato raggiunto: far parlare di sé e del proprio prodotto; gabbando simpaticamente l’utente, che si rende conto di aver visto uno spot soltanto a posteriori.

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Schema di funzionamento del marketing virale

Schema di funzionamento del marketing virale

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Leggende tecnologiche - 1a parte

Il Giardino di Albert, 03.01.2010 - LA 1

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Marketing virale

Il Disinformatico, 21.08.2009 - Rete Tre