martedì, 22 giugno 2010 ore 06:00 (UTC+1)

iPad e libri elettronici

Il tablet di Apple potrebbe rivoluzionare il settore dell'editoria

In sintesi

  • Lanciati iBook e iBookstore
  • Sempre più app per quotidiani e riviste
  • Pericolo di auto-censura

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di Ulisse Vitali

Negli ultimi mesi stiamo assistendo ad un’improvvisa accelerazione verso il libro elettronico, probabilmente anche per via del lancio da parte di Apple dell’iPad, per il momento l’unico tablet PC presente sul mercato, che potrebbe rivelarsi rivoluzionario proprio per quanto riguarda il mondo dell’editoria. Oltre ad essere un dispositivo per il divertimento multimediale, l’iPad si presenta infatti anche come un interessante strumento per la consultazione di libri, quotidiani e riviste, in grado di stimolare un tipo di lettura diversa, più polifonica, che permette di saltare da un testo all’altro e di integrare Internet, audio e video a ciò che si legge.

Libreria in un palmo - In concomitanza con la presentazione dell'iPad, Apple ha distribuito iBooks, un'applicazione attraverso la quale è possibile accedere direttamente all’iBookstore, il negozio virtuale dove acquistare libri online di diversi editori e che fornisce anche più di 30’000 testi gratuiti offerti dal Progetto Gutenberg. Con iBooks è inoltre possibile cambiare il carattere e la luminosità dello schermo per migliorare la lettura e le pagine possono essere sfogliate toccandole o trascinandole. In generale l’apparecchio è un buono strumento per la lettura; tuttavia essendo dotato di uno schermo retroilluminato non raggiunge la nitidezza dei testi e il comfort di lettura offerti dagli eBook reader con tecnologia e-ink.

Finalmente in italiano - Per essere letti sull’iPad, i libri elettronici vanno innanzitutto convertiti in formato ePub, una particolare derivazione del popolare formato PDF, utilizzando uno dei molti convertitori gratuiti che si trovano su Internet. Naturalmente assieme alla tavoletta è abbinato, così come si è già fatto per le applicazioni e la musica, un negozio di libri online. La veste grafica degli eBook è estremamente gradevole e l’esperienza di lettura molto piacevole e non troppo stancante. Inoltre, la Mondadori ha annunciato l’interesse di convertire buona parte del proprio catalogo in formato elettronico, quindi anche gli utenti italofoni potranno finalmente, dopo qualche anno di letargo, usufruire di un’offerta ampliata in lingua italiana.

Quotidiani online - A poche settimane dall’arrivo dell’iPad sul mercato, per quanto riguarda i quotidiani due sembrano essere le tendenze tra le quali possono scegliere gli editori: creare una versione per il web del proprio giornale ottimizzata per questo tipo di piattaforma e che possa prevedere, oltre ai contenuti della versione cartacea, anche tutta una serie di contenuti multimediali; oppure creare un’applicazione dedicata esclusivamente al quotidiano da installare direttamente sul dispositivo e attraverso la quale si ha accesso, anche a pagamento, ai contenuti del giornale. Alcune testate permettono inoltre di scaricare l’intera edizione in formato PDF e quindi di poterlo leggere tranquillamente anche offline.

Un app per le riviste - Anche il settore delle riviste, un mercato dalle proporzioni impressionanti, è toccato dall’introduzione di questa nuova piattaforma elettronica. La principale via di diffusione online delle riviste su questo tipo di dispositivi è l’applicazione dedicata, grazie alla quale l’utente può scaricare i numeri del periodico, che riproducono più o meno fedelmente l’aspetto di quello su carta e possono essere arricchiti di contenuti multimediali extra. Per quelle riviste che invece ancora non hanno una propria applicazione, sono già nate delle piattaforme che permettono di acquistare migliaia di periodici in versione elettronica, anche in italiano, da sfogliare sull’iPad grazie ad una riproduzione molto nitida e ben curata.

Monopolio della mela - Tantissimi editori si stanno dunque buttando a capofitto sull'iPad, investendo nella produzione di applicazioni e di versioni su misura dei propri giornali e riviste. Il problema di dedicare i propri sforzi online esclusivamente alla piattaforma di Apple è che in questo modo l'editore perde il controllo sui propri prodotti. L'azienda di Steve Jobs ha infatti il diritto di decidere cosa viene pubblicato, con criteri a volte totalmente arbitrari. Questo atteggiamento obbliga quindi i giornalisti a scendere a compromessi e, in modo più pernicioso, può indurre a interpretare anticipatamente la propria integrità auto-censurando i contenuti. Ad ogni modo, ad avere l’ultima parola saremo noi consumatori, che con le nostre scelte decreteremo o meno il successo di questo tipo di tecnologie.

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