La recensione di Pablo e Michele
Game over, 29.11.2010 -
Rete Tre
La battaglia si sposta dalla seconda guerra mondiale all'Afghanistan
Ambientato nel rude e brutale paesaggio afgano e ispirato da eventi realmente accaduti, Medal of Honor è il nuovo capitolo nella serie sparatutto in prima persona ad ambientazione bellica sviluppato da EA Los Angeles. Al contrario dei capitoli precedenti, questo si inserisce in uno scenario contemporaneo e rappresenta le moderne operazioni militari di un gruppo di soldati d’élite statunitensi, impegnati nell’opera di “messa in sicurezza del territorio” che l’esercito a stelle e strisce era stato incaricato di portare a compimento.
Lotta al terrorismo -
Il gioco non presenta una vera e propria trama a fare da sfondo alla progressione. Il team di sviluppo ha infatti preferito ricreare, grazie alla collaborazione di diverse unità speciali dell’esercito americano, un contesto attuale e credibile in cui le missioni prevedono “semplicemente” la lotta sul campo al terrorismo mediorientale. Nel corso della campagna, il giocatore si trova dunque nei panni di uno specialista dei Rangers, di un pilota di elicotteri Apache e di alcuni soldati appartenenti a truppe specializzate in azioni “invisibili”. Grande cura è stata infusa nella riproduzione di ogni particolare, dall’equipaggiamento al modus operandi dei militari, in modo da garantire un notevole senso d’immersione.
Per tutti i gusti -
La varietà delle situazioni proposte da Medal of Honor è incredibile: si passa da silenziose infiltrazioni notturne a selvaggi scontri a fuoco nel bel mezzo del deserto, da gratificanti tiri di precisione in cui si devono abbattere bersagli a quasi un chilometro di distanza a frenetiche sequenze a bordo dei quad o di un letale elicottero d'assalto. Ce n'è davvero per tutti i gusti, senza che la godibilità dell'esperienza ne risulti intaccata in alcun modo. Sebbene quella proposta sia un'avventura gradevole, ben strutturata e assolutamente coinvolgente, purtroppo è da registrare l'estrema brevità della campagna in singolo, che nelle mani di un giocatore esperto può terminare anche prima delle sei ore.
Tecnicamente altalenante -
Dal punto di vista tecnico, in special modo per quanto riguarda la grafica, Medal of Honor si presenta come una produzione piuttosto altalenante. Da un lato i modelli poligonali dei personaggi e delle armi, la gestione dell’illuminazione e le animazioni rasentano lo stato dell’arte. Dall’altro però il motore grafico viene meno, almeno in parte, quando ci si sposta su un qualunque mezzo di trasporto, dando luogo ad un pesante appiattimento della scena, un inaccettabile pop-up nella definizione delle texture e un calo di frame rate decisamente non trascurabile. Molto buono, invece, il comparto sonoro, che mostra ottimi effetti ambientali, un doppiaggio in italiano sempre coerente e un’eccellente colonna sonora.
Ritorno in grande stile -
Nonostante le poche ore di gioco offerte, si finisce facilmente in un pomeriggio serrato, Medal of Honor è un titolo epico, realistico e divertente, che segna il ritorno in grande stile di un titolo di guerra che non ha assolutamente sofferto della serializzazione annuale. Tecnicamente altalenante - eccelle in alcune parti, ma delude in altre - il gioco presenta una modalità campagna coinvolgente, sciupata solamente da alcune imperfezioni di troppo, e rimane un prodotto estremamente godibile. L’unico rimpianto è che, con un po’ di cura in più per alcuni dettagli, questo reboot della serie Medal of Honor avrebbe potuto settare nuovi standard nel genere degli "sparatutto" militari.
YouTube, 15.03.2010 -
Game over, 29.11.2010 -
Rete Tre