Dal grammofono all'mp3
Il Giardino di Albert, 09.01.2011 -
LA 1
L'evoluzione dell'industria discografica con l'avvento delle nuove tecnologie
Grazie ai lettori portatili sempre più miniaturizzati, ormai la musica ci segue dappertutto e la possiamo ascoltare ovunque. Va però ricordato che dietro a questo prodigio tecnologico si nasconde una storia lunga oltre 150 anni, in cui svariati supporti si sono succeduti per consentire un ascolto sempre più comodo e di qualità. L’uomo ha infatti da sempre aspirato a registrare e riascoltare suoni e musica, ma è solo nella seconda metà dell’800 che si assiste ai primi veri tentativi di registrazione sonora. Da allora i tempi sono cambiati parecchio e l’industria discografica deve fare i conti con l’avvento dell’era digitale.
Cilindri e manovelle -
I primi rudimentali apparecchi per la registrazione sonora, chiamati fonografi, furono realizzati da Thomas Edison verso il 1870 e si componevano di un padiglione per raccogliere i suoni e di un cilindro avvolto da un foglio di stagno, che per registrare veniva fatto girare da una manovella a contatto con una membrana. Una volta che il suono era stato inciso sul cilindro, dopo averlo fatto tornare indietro, si poteva riascoltare ciò che si era registrato. Inizialmente Edison non aveva assolutamente idea che la sua invenzione sarebbe diventata un oggetto di svago per milioni di famiglie; per lui il fonografo ero uno strumento scientifico, che avrebbe permesso per esempio di registrare delle lezioni, come una specie di dittafono.
L'era del vinile -
L’erede naturale del fonografo di Edison fu il grammofono, la cui invenzione determinò il successo del disco quale supporto di registrazione per quasi tutto il XX secolo. In seguito, l'evoluzione sviluppo negli anni ’30 della registrazione elettrica e dei magnetofoni aprì la strada alla fruizione di massa della musica e tra gli anni ’50 e ’70 il vinile continuò ad espandere la propria egemonia, anche grazie allo sviluppo di giradischi portatili e “mangiadischi” che permisero di diffondere la musica ovunque. All’inizio degli anni ’80 fu poi la volta delle musicassette, introdotte in seguito al costante desiderio di miniaturizzare gli apparecchi, mentre in sordina si preparava il passaggio dalla tecnologia analogica a quella digitale.
Dall'analogico al digitale -
La tecnologia analogica consiste nel registrare su un supporto materiale, come appunto un disco, un’immagine analoga a quella della forma d’onda del suono. Con la tecnologia digitale invece la stessa forma d’onda viene “discretizzata”, ossia suddivisa in un certo numero di livelli ai quali viene attribuito un valore, e poi memorizzata in forma numerica. La gestione della musica in Internet ha inoltre indotto lo sviluppo di algoritmi di compressione dell’audio come l’mp3, grazie al quale si riescono ad avere file di dimensioni fino a dieci volte inferiori rispetto all’originale, il che consente l’utilizzo di memorie molto più piccole ed un costo molto più basso per memorizzare anche ore e ore di musica.
La crisi del CD -
Negli ultimi dieci anni, con l’avvento della musica scaricabile dal web, il mercato dei CD è in continua ed inarrestabile caduta e la perdita avvenuta sul mercato fisico non viene assolutamente compensata dalla crescita pur vigorosa delle vendite digitali. Nonostante il successo di negozi online come iTunes e un mercato in Rete che si sta strutturando con offerte in abbonamento o supportate dalla pubblicità, siamo ben lontani dal poter dire che i file mp3 hanno rimpiazzato i CD a livello di vendite. Il problema di fondo è che ormai si sono consolidati dei comportamenti di consumo basati sulla gratuità e gli internauti, oltre al download, hanno a disposizione altri strumenti per ascoltare gratuitamente musica online.
Mercato frammentato -
Insomma, la sensazione è quella di un mercato sempre più frammentato, in cui i vecchi formati su supporto fisco, dal disco in vinile al CD, continueranno ad esistere grazie a collezionisti e appassionati della musica ad alta fedeltà, ma sono destinati a vendere sempre meno. D’altro canto gli mp3, a meno di un radicale cambiamento di mentalità da parte degli utenti, nonostante gli sforzi per cercare nuovi modelli di business in Rete non basteranno a colmare le perdite economiche dell’industria discografica, mentre i musicisti per guadagnarsi da vivere saranno sempre più spinti a suonare dal vivo: il fascino di assistere a un concerto è infatti ancora difficile da replicare in un freddo susseguirsi di bit.
Il Giardino di Albert, 09.01.2011 -
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