venerdì, 25 dicembre 2009 ore 09:00 (UTC+1)

A spasso con Noelle

Un Natale in compagnia di due tartarughe marine

Leggi

di Fabio Meliciani

Piccolo di tartaruga liuto alla ricerca del mare

Presi come siamo dalla giostra natalizia o dall’atmosfera più profonda del Natale, è poco probabile che ci passi per la testa di sapere cosa succede nel resto del mondo, tantomeno a una tartaruga gigante che vive a migliaia di km da noi. Perché proprio una tartaruga? A qualcuno magari potrebbe venire la curiosità di sapere che fine hanno fatto Noelle e Darwinia, due grandi tartarughe marine della specie Dermochelys coriacea, che dallo scorso 7 dicembre possono essere seguite in lungo e in largo nei loro spostamenti direttamente da internet. Dove saranno nel giorno di festa o durante l’ultimo dell’anno? Forse da qualche parte al largo delle coste africane. Basterà un click. Non si tratta di mera curiosità, ma del tentativo di aiutare una specie che rischia l’estinzione. Un team di ricercatori dell’Università di Exter ha installato su due femmine di tartaruga marina, chiamate Noelle e Darwinia, in omaggio al Natale e alla fine dell’anno dedicato a Darwin, un piccolo trasmettitore satellitare che permetterà di seguire con precisione tutti i loro spostamenti, anche in profondità. A partire dal 7 dicembre le due signore hanno percorso in tutto ben 800 miglia.

Una nursery in Gabon - Una piccola storia che forse a ben guardare può raccontarci molto anche su questo Natale. Noelle e Darwinia vengono dalle spiagge del Gabon in Africa centrale sulla costa atlantica, dove si trova la più grande nursery al mondo della Dermochelys coriacea, nota anche come tartaruga liuto; qui le femmine depongono le uova e da qui inizia ogni loro viaggio. Purtroppo, i rapidi cambiameti climatici, la mancanza di cibo e l’inquinamento di queste regioni, a causa della pesca industriale e degli impianti d’estrazione di petrolio, sono una minaccia continua per la loro sopravvivenza. Le tartarughe di questa regione dell'Atlantico oggi sono le più numerose, dopo che la popolazione di quelle provenienti dalle regioni dell’India e del Pacifico si è ridotta del 90% fra gli anni ’80 e ’90. L’International Union for Conservation of Nature (IUCN) le ha già inserite nel libro rosso delle specie in pericolo d’estinzione.

Pericolo d’estinzione… un progetto da condividere - Ancora oggi mancano dati precisi sulle loro abitudini di vita, sui loro spostamenti, sulle regioni che prediligono, sui loro processi riproduttivi. Senza queste informazioni è difficile sperare di fare qualcosa per aiutarle. Il progetto dell’Università di Exter con il sostegno del governo del Gabon, della Wildlife Conservation Society, la Seaturtle Org, e il Darwin Initiative del dipartimento inglese Defra (Department for environment food and rural affairs), cercherà di monitorare gli spostamenti di questi animali individuando le aree dove vivono maggiormente e dove si accoppiano, così da capire meglio la loro vita in mare e i processi riproduttivi. L’obiettivo è di avviare, sulla base di questi dati, programmi specifici di tutela e protezione per queste regioni. Non si tratta dunque di semplice curiosità, né tantomeno di un nuovo programma ficcanaso sullo stile del Grande Fratello.

Alla ricerca di Noelle e Darwinia - Sono giganti del mare, vecchi marinai in giro per i mari del mondo, come dice Howard Rosenbaum, direttore del Wildlife Conservation Society's Ocean Giants Program; lunghe fino a due metri e pesanti anche 5 quintali, queste tartarughe dal carapace morbido vivono in tutti gli oceani, sono in grado di raggiungere profondità superiori a mille metri e nuotare per migliaia di km in cerca di meduse, il cibo che prediligono. Grazie a questo progetto, sarà possibile collegarsi al sito www.seaturtle.org/tracking e seguire le tappe del loro peregrinare, scovarle e provare per un attimo ad abbandonare il nostro mondo immaginando cosa succede nel resto del pianeta da qualche parte in mezzo all’Atlantico. Un esercizio utile. Magari tutto questo servirà anche a promuovere nel nostro piccolo la protezione di queste e altre creature, a scalzare un po’ dalla nostra testa l’illusione d’essere gli unici abitanti della Terra.

Guarda

Leatherback turtle hatchling

02.05.2007