Consigli, avvisi e trucchi di Paolo Attivissimo
Il Disinformatico, 25.09.2009 -
Rete Tre
Furti d'identità, truffe con le password e amicizie indiscrete possono costare caro
Un esempio di come si possono perpetrare truffe tramite i social network è costituito dai messaggi di richiesta di denaro provenienti da amici in situazioni d’emergenza, di cui non bisogna mai sottovalutare l'effetto persuasivo. Emblematico il caso di una signora statunitense, che tramite Facebook ha ricevuto un messaggio angosciato da una sua amica nella vita reale, la quale le comunicava di essere stata derubata all’estero e, avendo perso tutto, la implorava di inviarle del denaro per poter tornare a casa. La signora, convinta che il messaggio fosse autentico, ha inviato la somma richiesta tramite Western Union, ma in realtà il profilo di Facebook dell'amica era stato violato da un criminale, il che ha reso impossibile sapere chi ha ricevuti i soldi.
100$ per un profilo -
Di natura opposta invece la truffa congegnata dal sito Hack Facebook online, che fa leva sulla gola dei tanti ficcanaso e vandali della Rete. Il servizio - in cambio di cento dollari, di nuovo pagabili tramite Western Union, quindi difficilmente tracciabili e senza alcuna possibilità di restituzione - promette di entrare in qualunque profilo di Facebook, leggerne il contenuto e prenderne eventualmente il controllo. Nonostante il sito offra una dimostrazione gratuita, per altro fornendo dati che non richiedono alcuna intrusione per essere acquisiti, per conoscere la password dell'utente-bersaglio naturalmente bisogna pagare. Va da sé che non verrà fornito nessun accesso, ma difficilmente qualcuno oserà contestare in sede legale che il sito non offre quanto promesso.
Cattive amicizie -
Come se non bastasse, anche le amicizie nei social network rivelano molto di più di quanto si possa immaginare: addirittura il fatto stesso di pubblicare la lista dei propri amici permette di sapere cose che magari non si avrebbe intenzione di divulgare. Due studenti di un corso di etica e legge dell'MIT hanno infatti svolto un'analisi statistica e scritto un programma che utilizza le informazioni sul sesso di appartenenza e le preferenze sessuali pubblicate dagli "amici" di Facebook (che in realtà sono spesso semplici conoscenti), riuscendo a tracciare un profilo e a determinare con buona precisione le preferenze sessuali dei loro bersagli. Lo stesso sistema, adottato anche da altri ricercatori, vale per l'etnia, per le affiliazioni religiose e politiche, per il luogo di residenza e persino per l'obesità.
Il principio di fondo è abbastanza semplice: nella vita reale si cerca la compagnia dei propri simili e lo stesso vale su Internet. La differenza è che mentre nella vita reale raccogliere questi dati sulle conoscenze è impraticabile, farlo su Internet è facilissimo. Anche non rivelando intenzionalmente delle informazioni personali, il semplice fatto di pubblicare la propria lista di amici oppure l’affiliazione a determinati gruppi d’interesse può quindi rivelare informazioni sensibili oppure spingere la gente a fare deduzioni sbagliate sulle persone. Iscriversi contemporaneamente al gruppo di uncinetto e a quello di caccia al rinoceronte potrebbe dunque rivelarsi utile, se non altro per confondere un po' le acque.
YouTube, 26.01.2009 -
Il Disinformatico, 25.09.2009 -
Rete Tre