Spesso gli allarmanti appelli che circolano sui social network sono fasulli
Sempre più frequentemente sui social network circolano allarmi e appelli che in realtà non hanno alcun fondamento, che gli utenti incautamente propagano senza verificarne l’autenticità. La tecnica di seminare una notizia fasulla e creare un sito-trappola che ne dia apparente conferma autorevole, in modo da essere linkata da tanti utenti e quindi finire in cima ai risultati di Google, sta prendendo sempre più piede, come pure i falsi allarmi diffusi da utenti irresponsabili. Evidentemente c'è molta gente che non ha pochi secondi da spendere per verificare un appello e preferisce inoltrarlo a tutti i propri amici.
Falsi spioni -
Tra i messaggi più recenti comparsi sul web si segnala la variante italiana di un appello fasullo che invita a bloccare gli utenti denominati "Automation Labs", i quali starebbero cercando di carpire le informazioni personali degli utilizzatori di Facebook. In effetti seguendo le istruzioni dell'appello si ottiene una lista di nomi, ma non si tratta di persone che possono spiare o avere accesso abusivamente agli account, bensì di semplici utenti associati alla società Automation Labs, che offre applicazioni per barare al gioco Farmville di Facebook.
Il gruppo pedoporno -
Un altro allarme che sta circolando in Rete mette in guardia dal non aderire al gruppo su Facebook "Diventare mamma o papà è stato il più bel regalo della mia vita", in quanto sarebbe creato da pedofili per poter accedere alle foto dei bambini. In realtà si tratta di una delle catene di sant'Antonio più ridicole mai viste, dato che il gruppo in questione contava un solo membro e nessun contenuto, quindi niente pedofilia. Basterebbe dunque un controllo di pochi secondi per rendersi conto che è del tutto inutile far girare il messaggio, tanto più che al momento il gruppo non esiste nemmeno più.
L'applicazione senza nome -
La terna di appelli fasulli provenienti dall'universo parallelo di Facebook si conclude con una segnalazione che consiglia agli utenti di che trovassero il sito di social network troppo lento di cancellare tramite il pannello delle impostazioni una fantomatica "applicazione senza nome" in quanto sarebbe uno “spybot interno”, ovvero un sistema per il monitoraggio non autorizzato degli account. Naturalmente non si tratta di nulla di tutto ciò: secondo il centro assistenza di Facebook infatti, l'applicazione senza nome è una funzione totalmente innocua, che si limita a gestire i riquadri (boxes) nel profilo di un utente e che tra l’altro è in via di rimozione.
Bill Cosby sta bene -
Nelle scorse settimane ha spopolato in Rete la notizia della morte di Bill Cosby, l'interprete principale della sitcom I Robinson. L'annuncio, partito da Twitter, ha spinto molti utenti a precipitarsi alla cieca su Google per cercare informazioni sulla notizia. Fra i primi risultati trovati risultava però una finta pagina della CNN, che in realtà nascondeva un sito-trappola che induceva a scaricare un falso antivirus e a comunicare i dati della propria carta di credito ai truffatori acquattati dietro la facciata apparentemente rispettabile del sito. Bill Cosby (quello vero) sta bene e ha reagito alla falsa notizia con un commento sul proprio sito.
Twitter resetta le password -
Alcuni utenti del social network minimalista Twitter hanno ricevuto una e-mail di avviso, in questo caso autentica, che li informava che la loro password era stata resettata e che l'unico modo per riottenere accesso al proprio profilo era cliccare sul link personalizzato presente nel messaggio. I gestori del sito di microblogging si sono infatti accorti che vari account erano stati modificati per linkare a siti malevoli; da qui la scelta cautelativa di chiedere agli utenti coinvolti di reimpostare la propria password. Tuttavia non si tratta di un modo molto prudente di avvisare gli utenti, in quanto probabilmente presto verrà imitato dai truffatori della Rete.
Il Disinformatico, 05.02.2010 -
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