Consigli, avvisi e trucchi di Paolo Attivissimo
Il Disinformatico, 12.11.2010 -
Rete Tre
Blekko propone ricerche mirate e risultati più accurati grazie a un sistema di tagging
Blekko: slash the web!
La mascotte di Blekko
Una new entry si affaccia all'orizzonte nell’affollato mondo dei motori di ricerca: si chiama Blekko e ambisce a fornire una migliore esperienza di navigazione e risultati più accurati, ponendosi come alternativa ai colossi del settore Google e Bing. Caratteristica fondamentale del nuovo motore di ricerca è la catalogazione dei contenuti del web realizzata in collaborazione con gli utenti; i quali sono invitati ad etichettare i singoli siti sulla base di una serie di tag, indicando quelli che ritengono più interessanti. L'obiettivo è comporre un elenco di fonti selezionate, aggirando lo spam e fornendo agli utenti la possibilità di raffinare le ricerche.
Web fatto a fette -
Il punto di forza di Blekko risiede soprattutto nell'impiego massiccio dei cosiddetti slashtag, ovvero alcune parole chiave da aggiungere nel box di ricerca che permettono di raffinare i risultati in base a dei criteri ben precisi definiti dall'utente, come ad esempio la data o un particolare argomento. In questo modo Internet viene metaforicamente “fatta a fette”, da cui lo slogan del sito Slash the web, e suddivisa in diverse sezioni che possono essere utilizzate per delimitare il campo delle ricerche e ottenere così risultati più precisi. Oltre alle migliaia di slashtag predefiniti dal motore di ricerca, ogni utente può inoltre creare e condividere i propri per comporre un elenco di fonti selezionate e affidabili.
Davide vs. Golia -
Progettato da Rich Skrenta, l’uomo che nel 1982 (all’età di 15 anni) creò il primo virus informatico della storia, Blekko entra in un settore altamente competitivo, dove Google detiene la stragrande maggioranza della quota di mercato. È quindi naturale che il nuovo arrivato non pretenda, almeno all’inizio, di sfidare direttamente il colosso di Mountain View nella ricerca globale sul web, ma scommetta piuttosto sull'interesse delle persone che navigano online nel trovare informazioni su argomenti specifici come la salute, i viaggi o la finanza personale. La sfida è quindi di puntare su una sorta di social network per selezionare le fonti dei dati in modo da evitare notizie-spazzatura, siti inaffidabili e inutili perdite di tempo.
Modello Wikipedia -
Il team di Blekko fa affidamento sul fatto che il “modello Wikipedia” possa essere applicato anche a questo genere di servizio, chiedendo la collaborazione di una parte dell’utenza per modificare, correggere e "taggare" i contenuti. Saranno infatti gli utenti stessi a selezionare i siti Internet più interessanti, in una sorta di gara globale per compilare un elenco di fonti autorevoli che dovrebbe garantire un risultato finale di assoluto valore. Un'altra, importante differenza da Google è il fatto che il nuovo engine ha un approccio “aperto” della ricerca sul web, che prevede il totale rispetto della privacy degli utenti e una natura comunitaria degli strumenti utilizzati e dei risultati raccolti lungo la strada.
Sfida rischiosa -
In passato anche altri hanno provato a lanciare il guanto di sfida a Google, ma hanno sempre perso. Addirittura Wikipedia ha tentato di lanciare un suo motore di ricerca, Wikia Search, chiedendo il contributo degli utenti per raffinare gli algoritmi che permettono di scegliere dati rilevanti nell'oceano di Internet, ma il progetto è fallito. Ciononostante Blekko, formato da un team di venti persone e con un finanziamento di 24 milioni di dollari, ha convinto anche Marc Andreessen, pioniere del web che finora ha dimostrato di avere fiuto, essendo fondatore del browser Netscape, consigliere di Facebook e investitore di Skype, queste ultime due tra le società hi-tech più attese per l'ingresso in borsa.
Da tenere d'occhio -
Sicuramente al momento Blekko, presente solo in versione inglese, non può sostituire Google per quanto riguarda la qualità dei risultati e l’idea della collaborazione degli utenti non appare una gran novità. Tuttavia vale la pena tenerlo d’occhio, visto il non trascurabile pregio di eliminare i link non pertinenti e soprattutto le content farm, i siti-esca che contengono parole chiave disposte a casaccio per attirare traffico senza fornire contenuti reali. A causa del complicato sistema degli slashtag probabilmente farà fatica a raggiungere il grande pubblico, ma se non altro Blekko rappresenta una ventata di freschezza in un settore praticamente monopolizzato da Big G. Ce la farà, o verrà fagocitato come i suoi predecessori?
YouTube, 03.11.2010 -
Il Disinformatico, 12.11.2010 -
Rete Tre