Nuova versione per il browser open source e addio all'ormai obsoleto IE6
Il nuovo arrivato...
Dopo essersi fatta aspettare un po’ più a lungo del previsto, da qualche settimana è disponibile la versione 4 di Firefox, il popolare programma di navigazione open source, secondo i suoi creatori ancora più veloce, stabile e sicuro. Stando alle cifre del sito glow.mozilla.com, già oltre 100 milioni di utenti hanno scaricato Firefox 4; disponibile per Windows, Linux, Mac OS X e, in versione mobile, anche per Android. La nuova versione del browser sfrutta più efficientemente lo spazio sullo schermo - che specialmente su laptop e netbook non basta mai - disponendo pulsanti, menu e schede in modo più compatto.
Personalizzazione portatile -
Un'altra apprezzabile miglioria introdotta è Firefox Sync: ovvero la sincronizzazione fra installazioni separate di Firefox - anche su computer differenti - di password, segnalibri, cronologia e schede aperte. Grazie a questa comoda funzione è quindi possibile iniziare una navigazione in ufficio e riprenderla sul PC di casa o su un dispositivo mobile esattamente dove si era interrotta. Inoltre, in caso di configurazione di un nuovo computer oppure di reinstallazione, con Sync ci si troverà il browser già completamente personalizzato. C'è poi tutta una serie di novità anche dietro le quinte, come la grafica tridimensionale, l'identificazione garantita dei siti, la navigazione privata migliorata, l'antivirus integrato e la protezione contro i crash e i siti-trappola.
IE6, la fine è vicina -
Per un nuovo browser che viene alla luce, ce n’è invece uno che sarebbe meglio scomparisse al più presto. È stata infatti recentemente lanciata sul web la campagna IE6 Countdown - promossa niente meno che dalla stessa Microsoft - allo scopo di indurre gli internauti a sbarazzarsi di Internet Explorer 6, un programma di navigazione nato quasi dieci anni fa e ormai ampiamente superato, nonché incompatibile con gli attuali standard di sicurezza e di composizione delle pagine web. Il colosso di Redmond non ne può infatti più di dover supportare un browser così obsoleto e i programmatori sono stufi di dover impazzire per progettare le pagine Internet in modo da gestire i capricci e le stramberie di IE6.
Obiettivo 1% -
Obiettivo dichiarato dell’iniziativa è di portare l'uso di IE6, attualmente fermo a poco meno del 12%, al di sotto dell'1% a livello mondiale. Il sito della campagna offre anche una classifica delle varie nazioni: in cima ai ritardatari ci sono Cina (33,8%), Corea del Sud (24,5%), India (11,8%) e, un po’ a sorpresa, Giappone (10,1%); mentre i più bravi sono norvegesi e finlandesi, unici ad essere scesi sotto la soglia critica con rispettivamente lo 0,6% e 0,8%. La Svizzera si piazza al 3,7%, un dato ben al di sotto della media mondiale, ma comunque migliorabile. Non resta quindi che darsi da fare per spargere la voce: come dice Microsoft, gli amici non lasciano che gli amici usino Internet Explorer 6 (e neanche i semplici conoscenti dovrebbero).
Test per i plug-in -
Qualunque browser si decida di utilizzare, l’importante è comunque tenerlo aggiornato. Per sapere se il proprio programma di navigazione è in qualche modo a rischio sono disponibili dei test gratuiti, come ad esempio BrowserCheck, che fanno un’innocua scansione del sistema alla ricerca di vulnerabilità. Non si tratta di analisi perfette, ma possono essere un buon promemoria della necessità di tenere aggiornati i componenti aggiuntivi del browser. I risultati ottenuti finora mostrano infatti che circa l'80% dei computer hanno rivelato almeno una falla; il plug-in più frequentemente non aggiornato è risultato Java, nel 40% dei casi, seguito da Adobe Reader (32%) e Quicktime di Apple (meno del 25%).
18.03.2011
Il Disinformatico, 25.03.2011 -
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