giovedì, 28 maggio 2009 ore 23:43 (UTC+1)

Neuchâtel e Mont Soleil

i viaggi di Rete Tre

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Saliti sul treno di buon ora, Christian da Lugano e io da Bellinzona  ci siamo subito buttati sul programma delle due belle giornate di viaggio.

La direzione, Giura Bernese - Neuchâtel il verdetto delle previsioni meteo, sole e caldo, evviva.
 
Un viaggio in treno di tutto riposo, sempre intenti a discutere e teorizzare il modo migliore per salvare il mondo e affascinati dalla natura alpina, aiutati dal fatto che dopo un paio di giorni di pioggia tutto sembra pulito e lindo come se l'uomo vivesse veramente in armonia con la natura. La svizzera in questi momenti sembra essere in pace con il suo fantastico paesaggio. Specialmente se si viaggia senza dover costantemente far attenzione alla strada, la testa ha il tempo di scorgere e prendere coscienza di angoli nuovi e giochi di luce particolari.
 
Arrivati ai piedi del Mont-Crosin nella cittadina di St. Imier, una simpatica signorina dell'Ente turistico del Jura Bernese ci ha accompagnati verso l'inizio vero e proprio della nostra avventura. Pranzo al Chalet "Mont-Croisin" che funge da punto di ritrovo per chi vuole percorrere il sentiero di 4 chilometri fra le due colline fino al Mont-Soleil. Ed è forse per ironia della sorte che il nome Soleil in questo caso è azzeccatissimo. Da qui le centrali ad energia rinnovabile e aperte al pubblico sono ben due e di interesse internazionale. La prima sul Mont Crosin è a energia eolica la seconda sul Mont Soleil è a energia solare. Le abbiamo visitate entrambe e le informazioni interessanti sono moltissime come pure le emozioni quando passando sotto le torri eoliche a tre pale bianche e del tutto silenziose si ha l'impressione di essere risucchiati in una dimensione futuristica dove produrre energia non deve e non provoca rifiuti tossici.
 
Questa stupenda zona verde a nord di Neuchâtel è un piccolo paradiso. Un altipiano delimitato dai nostri confini fra Basilea e Yverdon e a sud la regione dei tre laghi di Neuchâtel Bienne e Morat. Tutto ben visibile dal sentiero che io e Christian abbiamo percorso con una carrozza a cavalli, il migliore contrasto fra le diverse energie che "muovono" questa regione. Una piccola toscana sul röschtigraben.
 
Scesi dalle colline per recarsi a Neuchâtel abbiamo potuto provare il "Trott'energy" trotinette per adulti e bambini dai 6-7 anni messa a disposizione dall' Ente turistico per sfruttare e godere al meglio la natura circostante. Il traffico praticamente inesistente e le piste appositamente preparate per questo simpatico mezzo di trasporto rendono il tragitto fino alla stazione di St. Imier indimenticabile specialmente se si è in gruppo e tutti ridiventano bambini per un istante. Molto molto simpatico.
 
Neuchâtel festeggia i suoi 1000 anni! Non ci resta che elencare tutti i stili architettonici dell'Europa centrale per descrivere la città vecchia ma sarebbe un tantino sterile e questa bellissima città. Gente tranquilla e gentile. Si percepisce la capacità di convivenza fra due lingue e culture dall'ordine apparente e dalle simpatiche idee che si intercalano per animare il centro cittadino. L'università è un centro a misura d'uomo molto amata dai propri studenti (conta 300 ticinesi) tanto che quasi nessun studente vorrebbe cambiare con un ateneo più grande.
 
Il Museo di storia naturale ha trovato dimora in un vecchio palazzo borghese pieno di luce e arcate. Attualmente ospita fino alla fine di febbraio 2010 una simpaticissima e del tutto azzeccata mostra sulle code. Una volta solo mezzo di propulsione per gli unici abitanti della terra all'interno dei mari. Ora diventata un vero e proprio arto capace di comunicare e servire per centinaia di scopi diversi a dipendenza della specie. La mostra accompagna il visitatore in varie sale tematiche. Come prima impressione si resta quasi delusi dal fatto che le code vengono mostrate come tali, in fondo non sono che un prolungamento della spina dorsale, poi man mano che si prosegue nei diversi ambienti si scoprono gli utilizzi e i messaggi.
Dal gatto al drago dal dinosauro all'acquilone ogni coda è unica, con una prsonalità propria e ben distinta. Capirne i segnali aiuta a vivere e naturalmente a comunicare con il mondo animale. Veramente interessante, divertente e furba.
Esattamente come questa città di Neuchâtel che in fondo non ci racconta tutto anche perchè vuole restare bella come ora e continuare sulla strada del rispetto ambientale che segue da decenni. Ne è a testimone la campagna che circonda la regione dei tre laghi completamente assente o quasi dai quei mostri edilizzi che negli anni 60-70 hanno distrutto troppi paesaggi del nostro paese. Neuchàtel e Jura Bernese una regione per chi è capace di fermarsi ed osservare.


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