martedì, 14 dicembre 2010 ore 06:00 (UTC+1)

I segreti di WikiLeaks

Il sito che sta svelando inganni e sotterfugi delle grandi potenze non si ferma

In sintesi

  • Anonimato e verifica delle fonti
  • Difficile da bloccare
  • Assange "Persona dell'anno"?

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di Ulisse Vitali

Segreti svelati...

Julian Assange, fondatore di WikiLeaks

L’intricata vicenda di WikiLeaks (dall'inglese leak, "perdita" o "fuga di notizie") ha sollevato un gran polverone mediatico e sta dominando il mondo delle notizie sia online che offline. Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di un'organizzazione internazionale senza scopo di lucro che riceve da fonti anonime documenti coperti da segreto - in genere di carattere governativo, militare o industriale - e poi li carica sul proprio sito web per renderli di pubblico dominio. I cittadini di ogni parte del mondo sono quindi invitati a inviare materiale che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende tenuti nascosti.

Una Wikipedia irrintracciabile - Il progetto WikiLeaks si pone l’ambizioso obiettivo di essere una sorta di versione irrintracciabile di Wikipedia, che consenta la pubblicazione e l'analisi di massa di documentazione riservata, con lo scopo di favorire la trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica e di una più forte democrazia. Proprio per questo motivo, oltre agli informatori anche gran parte dello staff del sito di WikiLeaks - composto da giornalisti, attivisti e scienziati - rimane anonima e l'autenticità del materiale viene scrupolosamente verificata sul campo prima di pubblicarlo. Questo modo di procedere evita che il sito possa essere accusato di diffondere notizie false o prive di fondamento.

Top secret addio - Il primo documento pubblicato da WikiLeaks risale al dicembre 2006 e trattava di un complotto per assassinare i membri del governo somalo. In seguito, è stata pubblicata una cospicua documentazione, anche di grosso impatto per i media; tra i casi più celebri venuti alla conoscenza del grande pubblico c’è ad esempio quello della gestione del campo di prigionia di Guantanamo. Poi il luglio scorso WikiLeaks ha svelato il contenuto di alcuni documenti riservati dai quali emergono aspetti nascosti della guerra in Afghanistan e infine pochi giorni fa ha reso di pubblico dominio migliaia di documenti diplomatici statunitensi, molti dei quali etichettati come "confidenziali" o "segreti".

La potenza della Rete - Oltre all’evidente valore giornalistico, la vicenda presenta anche aspetti tecnici decisamente interessanti. Nonostante abbia alle calcagna una superpotenza mondiale e stia irritando molti altri governi, un sito come quello di WikiLeaks - il cui database è ospitato sui server di un centro dati svedese situato all'interno di un ex-rifugio anti-atomico a Stoccolma - può infatti reggere piuttosto a lungo, soprattutto se dissemina le proprie informazioni. Anche dopo che l’indirizzo Wikileaks.org è divenuto inaccessibile, le pagine del sito sono infatti ben presto ritornate visibili presso Wikileaks.ch e nel giro di pochi giorni sono spuntati centinaia di siti mirror, che ospitano copie del contenuto del sito principale.

Paladino del web - Volto pubblico e principale promotore di WikiLeaks è il giornalista e attivista australiano Julian Assange. Personaggio enigmatico, è assurto ad eroe del popolo della Rete dopo essere stato arrestato con l'accusa di stupro in seguito al mandato di cattura internazionale spiccato nei suoi confronti dal tribunale di Stoccolma. Il procedimento legale non ha quindi nulla a che vedere con la sua collaborazione a WikiLeaks e in realtà il reato, se davvero c'è stato, verte intorno all'uso o meno del preservativo nel corso di alcuni rapporti sessuali consensuali. La coincidenza temporale con l'avvento di nuove rivelazioni “scomode” lascia infatti più di qualche dubbio sulla natura del provvedimento.

Gossip o documenti scottanti? - A quanto pare, le prossime rivelazioni di WikiLeaks riguarderanno una delle principali banche statunitensi, mentre Assange è stato candidato come “Persona dell'anno” di Time. Nel frattempo, colmo dell'ironia, un senatore americano ha attaccato il New York Times per aver pubblicato i messaggi diplomatici trafugati proprio nel giorno in cui il Dipartimento di Stato USA annunciava che avrebbe ospitato la “Giornata della libertà di stampa” dell'UNESCO nel 2011. Intanto c'è chi si chiede, giustamente, quando verranno svelati documenti ben più scottanti del gossip finora divulgato: che la diplomazia consista nel fare buon viso a cattivo gioco non appare infatti come una rivelazione particolarmente sconvolgente.